Emma Marrone oggi appare forte, centrata, più consapevole di sé. A 42 anni è tornata in forma, ma invece di ricevere solo complimenti si è ritrovata ancora una volta al centro dei commenti sul suo corpo. C’è chi l’ha accusata di aver usato l’Ozempic, il farmaco per diabetici diventato famoso perché utilizzato da alcuni per perdere peso rapidamente. Lei non è rimasta in silenzio e sui social ha risposto con la solita schiettezza, senza girarci troppo intorno.
La cantante, protagonista della cover di Vanity Fair, ha scelto però di andare oltre la polemica del momento. Ha parlato di sé, delle sue fragilità, della corazza che negli anni l’ha aiutata a proteggersi dalle cattiverie e di quel corpo che tanti si sentono autorizzati a giudicare. Un corpo che per lei non è mai stato soltanto immagine, ma storia, battaglie, cicatrici, cure e conseguenze difficili da gestire.

Emma ha raccontato di aver avuto anche lei un momento di smarrimento davanti ai 40 anni. Un pensiero improvviso, quasi brutale, che l’ha costretta a fare i conti con il tempo che passa. Oggi, però, quando si guarda allo specchio vede una donna più serena, più risolta, anche se non perfetta e non sempre stabile. Una persona che conosce bene i propri alti e bassi e che ha imparato a non negarli.
Negli ultimi tempi ha iniziato anche un percorso con una terapista. Un passo importante, che la sta aiutando a guardare le cose da un’angolazione diversa. Emma ammette di essere sempre stata molto realistica e anche severa con se stessa, ma ora sta imparando a dare un altro peso ai pensieri e alle ferite. E, con la sua sincerità diretta, riconosce che questo nuovo lavoro su di sé non è affatto male.
A tenerla in piedi, nei momenti più duri, è stata spesso la famiglia. Emma lo dice senza trasformarlo in una frase fatta: avere un posto sicuro dove tornare, anche solo attraverso una telefonata, cambia davvero tutto. Nella sua vita il sostegno dei suoi cari è sempre stato fondamentale, così come l’esempio della madre, una donna concreta, forte, decisa, alla quale lei ha sempre cercato di assomigliare almeno un po’.
Il padre, scomparso da quasi quattro anni, continua a mancarle ogni giorno. Emma si aggrappa ai ricordi, perché certe assenze non si riempiono, si imparano solo a portare. Nella sua vita privata oggi ama anche la solitudine. Racconta di concedersi qualche flirt, ma senza voler trasformare tutto in qualcosa da spiegare o giustificare. Non desidera essere giudicata, né come donna né come artista.
Il giudizio, però, torna soprattutto quando si parla del corpo. E su questo Emma è chiarissima: non riguarda solo lei, ma tutte le donne. Il corpo femminile continua a essere trattato come un argomento pubblico, come se chiunque avesse diritto di commentarlo. Ciò che la disgusta di più è che spesso gli attacchi arrivano proprio da altre donne. Lei, invece, si è sempre mostrata per quello che era, sia nei momenti in cui si sentiva in forma sia in quelli in cui non lo era.

La sua storia personale rende tutto ancora più delicato. Emma ha affrontato un cancro da giovanissima, poi due recidive e l’asportazione delle ovaie. Esperienze che non finiscono quando finisce una cura, perché lasciano conseguenze profonde. Lei lo spiega senza cercare compassione: chi ha vissuto qualcosa di simile sa bene cosa significhi perdere il controllo del proprio corpo.
Nel suo caso non si è trattato semplicemente di rimuovere un tumore e tornare alla vita di prima. Le è stato tolto un organo fondamentale, e da lì sono iniziati altri problemi. Emma ricorda che molte persone non sanno davvero quanto le ovaie incidano sull’equilibrio del corpo femminile. Non servono solo alla maternità, ma regolano moltissime funzioni. E quando quell’equilibrio cambia, non basta la forza di volontà per controllare tutto.
Può seguire diete, fare sport, vivere in modo sano, ma a volte il suo corpo reagisce come vuole. Può gonfiarsi, trattenere liquidi, cambiare forma senza che lei possa farci molto. Ed è proprio questo che rende certi commenti ancora più violenti: chi guarda da fuori vede solo una foto, un vestito, una forma diversa. Non vede tutto quello che c’è dietro.
Emma sa che ci sarà sempre qualcuno pronto a dire che è dimagrita troppo o che è ingrassata. Ma oggi quelle parole pesano meno rispetto ai messaggi che riceve da donne che si riconoscono in lei. Le basta anche solo una persona che le scrive di aver trovato coraggio grazie al suo esempio per ricordarle che esporsi, nonostante tutto, ha un senso.
Per lei rispettare il proprio corpo significa prima di tutto accettarlo. Cerca di nutrirlo bene, di muoversi, di vivere in modo sano, ma sa che nel suo caso questo non sempre basta. E allora sceglie di guardarlo per ciò che le permette ancora di fare. È il suo corpo, funziona, la tiene viva, la porta sul palco, le consente di cantare e di esserci. E questo, per lei, vale più di qualunque giudizio esterno.
Emma insiste su un punto: quando guarda le persone, non parte dal fisico. Guarda gli occhi, ascolta quello che dicono, cerca quello che hanno dentro. Ed è per questo che ripete con forza che il corpo delle donne non dovrebbe mai essere giudicato. Mai trasformato in bersaglio, mai usato come argomento da commentare con leggerezza.
Ora la cantante è pronta a tornare ai concerti, e questo la rende felice. Il palco resta il suo spazio naturale, il posto in cui la fatica e le ferite diventano energia. Ma nel suo racconto c’è spazio anche per Sanremo 2027, che sarà condotto dal suo ex Stefano De Martino. Emma racconta di avergli già dato un consiglio, proprio perché tra loro oggi c’è un rapporto di amicizia.
Gli ha detto di prepararsi bene, e lui sembra aver preso tutto molto seriamente. Si sentono spesso, le racconta che sta studiando e ascoltando molti brani. Emma è contenta per lui, perché sa quanto Sanremo possa essere importante. Non è solo un passaggio professionale, dice, ma qualcosa che può cambiarti la vita.
Sa anche che le critiche arriveranno comunque. Arrivano a tutti, persino ai grandi nomi della televisione italiana, quindi arriveranno anche a Stefano. Ma per Emma la cosa davvero importante è un’altra: salire su quel palco con il cuore. Perché quando si fanno le cose con sincerità e con il cuore pulito, non bisogna avere paura.
