Matteo Berrettini non è solo un talento del tennis italiano, ma un vero colosso dentro e fuori dal campo. Con colpi potenti e una presenza scenica che cattura immediatamente l’attenzione, il campione romano ha riportato il tennis azzurro ai vertici mondiali. Soprannominato “The Hammer” per la potenza devastante del suo diritto e del servizio, Berrettini combina tecnica, forza fisica e un approccio umano che conquista i tifosi.
Parlando di numeri, la statura di Matteo è impressionante: 196 centimetri per circa 95 chilogrammi. Questa altezza gli conferisce una leva naturale straordinaria, perfetta per scagliare servizi oltre i 220 km/h. Ma nel tennis moderno, avere quasi due metri comporta sfide: la rapidità nei cambi di direzione e la flessibilità possono risentirne. Ecco perché il lavoro invisibile, lontano dai riflettori dei tornei, diventa cruciale.
La sua routine atletica è meticolosa e variegata. Supervisionata da un team di professionisti, include potenziamento muscolare, prevenzione degli infortuni, core stability e mobilità articolare per proteggere schiena e addominali durante le rotazioni violente del busto. A questo si aggiunge un costante lavoro su coordinazione e reattività dei piedi, che gli permette di muoversi con agilità e velocità su terra battuta, erba o cemento, sfidando la fisicità imposta dalla statura.
La dieta di Berrettini è studiata nei minimi dettagli per sostenere i match lunghi e intensi. Carboidrati complessi come pasta e riso nei giorni di gara, proteine nobili per il recupero muscolare, grassi sani da olio d’oliva e frutta secca: tutto calibrato per dare energia e resistenza. Non mancano, però, piccoli peccati di gola che il campione si concede per ricaricare lo spirito, dimostrando che disciplina e normalità possono coesistere perfettamente.
Oltre alla forza e alla tecnica, Matteo incanta per la sua umanità. Un “gigante buono” che centimetro dopo centimetro continua a costruire una carriera fatta di sacrificio, dedizione e grandi emozioni, regalando al tennis italiano pagine memorabili da ricordare.
