Marco Bocci parla senza filtri del matrimonio con Laura Chiatti: “Il vero pericolo è la noia”

Marco Bocci ha un’idea molto chiara su ciò che può mettere davvero in crisi un matrimonio. Non parla di gelosia, tradimenti o discussioni quotidiane. Per lui il nemico più subdolo è un altro: la noia. L’attore e regista, 47 anni, sposato con Laura Chiatti dal 2014, non gira intorno al tema e racconta il suo modo di vivere una relazione lunga, intensa e ancora piena di movimento.

Con Laura ha costruito una famiglia solida. Dal loro matrimonio sono nati Enea e Pablo, che oggi hanno 11 e 9 anni. Una vita insieme, due figli, tanti anni condivisi e anche esperienze professionali nello stesso ambiente. Eppure Bocci sembra convinto che l’amore, per restare vivo, abbia bisogno anche di aria, distanza e spazi personali.

Quando gli viene chiesto che cosa possa consumare una coppia fino a spegnerla, la sua risposta è netta: la noia. Secondo lui, avere ognuno il proprio mondo è fondamentale. Condividere tutto, ogni minuto, ogni esperienza, ogni pensiero, alla lunga rischia di togliere energia al rapporto. Per Bocci, se due persone stanno sempre insieme senza separare mai le proprie giornate, dopo poco tempo possono ritrovarsi senza più niente da raccontarsi.

L’attore vede invece forza proprio in quella distanza sana che permette alla coppia di ritrovarsi. Nella sua visione, i matrimoni che resistono sono anche quelli in cui i partner non vivono appiccicati ogni istante. Vedersi meno, ritrovarsi magari nel fine settimana, raccontarsi quello che è successo, condividere esperienze vissute separatamente: per lui è questo uno dei modi per mantenere viva la curiosità reciproca.

Il legame con Laura Chiatti, però, non resta confinato alla vita privata. I due hanno condiviso anche il set, un terreno che può unire ma anche mettere alla prova. Tre anni fa Bocci ha diretto la moglie nel film La Caccia, mentre lo scorso anno hanno recitato insieme nella miniserie Se fossi te. Lavorare con la persona con cui si divide la vita non è sempre semplice, ma per loro l’esperienza continuerà.

A fine giugno, infatti, partiranno le riprese del nuovo film di Marco Bocci, che sarà impegnato sia come regista sia come attore. Nel progetto ci sarà anche Laura. Lui ne parla con stima evidente, definendola sempre bravissima. Una frase semplice, ma che lascia capire quanto il rispetto professionale sia ancora una parte forte del loro equilibrio.

Bocci, considerato da anni uno degli uomini più affascinanti del cinema e della televisione italiana, affronta con naturalezza anche il tema della bellezza. Non si descrive come una persona ossessionata dallo specchio o dall’aspetto fisico. Dice di non passare ore a sistemarsi e di conoscere bene i propri difetti. Con il tempo ha imparato ad accettarsi e a convivere con il proprio corpo in modo sano.

Il passare degli anni non sembra spaventarlo. Si avvicina ai 50 anni senza viverli come una minaccia o un conto alla rovescia. Non pensa troppo all’età e non la porta come un peso. Anzi, racconta di sentirsi ancora pieno di energia, quasi ipercinetico. Ed è proprio questo, a volte, uno dei motivi di discussione con Laura.

Marco ammette di fare continuamente mille cose, con un entusiasmo che paragona a quello di un bambino. Si muove, sperimenta, cerca, cambia. Sa di avere difetti, ma non li vive come una condanna. Preferisce guardarli con lucidità e andare avanti, mantenendo intatta la voglia di scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno.

Il discorso si sposta poi sui figli, Enea e Pablo. Se un giorno dovessero dirgli di voler recitare, Bocci non alzerebbe muri. Sa bene quanto il mestiere dell’attore sia complicato. Non basta il talento. Serve anche una parte importante di fortuna, e per un padre non è facile immaginare di affidare il futuro dei propri figli a qualcosa di così imprevedibile.

Eppure, davanti a un loro eventuale desiderio, non si opporrebbe. Il suo più grande augurio è che trovino qualcosa capace di farli sognare davvero. Se quel sogno dovesse essere la recitazione, lo accetterebbe. Anzi, sarebbe felice di vederli inseguire una passione, anche sapendo che il percorso potrebbe rivelarsi difficile, instabile e pieno di ostacoli.

Marco Bocci, tra famiglia, lavoro e tempo che passa, sembra quindi avere un’unica regola: non spegnersi. Nel matrimonio, nella carriera, nel rapporto con il corpo e persino nel modo di guardare al futuro dei figli, l’attore difende l’idea di una vita in movimento, dove l’amore resta vivo solo se non diventa abitudine cieca.

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