Francesco Bova si racconta per la prima volta: musica, amore a distanza e quella ragazza incontrata in Armenia

Francesco Bova ha scelto di uscire allo scoperto con una confessione più personale del solito. Figlio di Raoul Bova e Chiara Giordano, nato nel 2001 e più giovane di appena un anno rispetto al fratello Alessandro, il ragazzo ha deciso di parlare di sé, del suo lavoro e della storia d’amore che da un anno e mezzo occupa un posto speciale nella sua vita.

A differenza del padre, Francesco non ha costruito i propri sogni intorno alla recitazione. Un piccolo passaggio sul set lo ha fatto, con un cameo in Don Matteo, ma il cinema non è diventato la sua strada principale. La sua vera dimensione è un’altra: la musica. Dopo la laurea a Berlino in produzione musicale, ha scelto di dedicarsi al lavoro di dj e producer, un percorso che oggi sente sempre più suo.

In queste settimane Francesco sta vivendo un periodo particolarmente carico. Sta lavorando a un nuovo singolo, Under My Skin, un brano che per lui non è soltanto un progetto professionale. È una canzone nata da qualcosa di intimo, da un legame forte, da una persona che gli ha lasciato addosso un’emozione precisa. Per la prima volta, racconta, sente di essere davvero connesso a ciò che ha creato.

Il pezzo dovrebbe uscire prima dell’estate, possibilmente già entro la fine di maggio. Francesco ci tiene molto, anche perché questa volta non si tratta di una traccia qualunque. Dopo fasi complicate, momenti in cui produceva senza pubblicare o pubblicava senza ottenere il risultato sperato, ora ha la sensazione di aver trovato una direzione più chiara. E dietro quella direzione c’è anche la sua fidanzata.

La ragazza si chiama Jana. È libanese, vive in Libano, e Francesco l’ha conosciuta tre anni fa in Armenia, durante un viaggio con gli amici organizzato per la sua laurea. Il loro primo incontro non ha avuto nulla di banale. Si sono incrociati in un coffee shop, hanno iniziato a parlare e quella stessa sera sono usciti insieme.

Poi, all’improvviso, la serata ha preso una piega quasi da film. Francesco ha raccontato che due persone si sono avvicinate a loro con intenzioni poco chiare, forse interessate al portafogli. Jana è scappata e anche lui si è ritrovato a correre via. Un inizio decisamente movimentato, che però non ha spento l’intesa nata tra loro. Anzi, sembra aver reso quel ricordo ancora più forte.

Tra Francesco e Jana è scattato qualcosa subito, anche se la relazione vera e propria è iniziata più tardi. Oggi stanno insieme da un anno e mezzo, ma la distanza resta una prova continua. Lei vive in Libano, lui porta avanti la sua vita e il suo lavoro in Italia e altrove, e organizzare gli incontri non è sempre facile. Nonostante questo, i due si sentono ogni giorno, anche più volte al giorno.

Quando riescono, cercano di stare insieme il più possibile. Jana è arrivata a Roma a gennaio ed è rimasta fino a metà aprile. L’anno precedente, invece, i loro incontri erano stati più irregolari: un mese insieme, poi due lontani. Adesso la situazione è ancora più complessa, anche a causa della guerra e dell’incertezza sui voli, che rendono ogni programma più fragile.

La relazione, però, sembra avere basi solide. I genitori di Francesco conoscono Jana e, da quanto lui racconta, l’hanno accolta con entusiasmo. Per un ragazzo cresciuto sotto un cognome pesante, anche questo dettaglio conta. La sua vita privata, infatti, è inevitabilmente osservata con una curiosità diversa rispetto a quella di tanti coetanei.

Essere il figlio di Raoul Bova non è sempre stato semplice. Francesco ammette di aver vissuto momenti belli, ma anche situazioni molto scomode. Da bambino e da ragazzo, si rendeva conto di quante persone conoscessero suo padre. All’inizio poteva anche sorprendere. Poi, però, sono arrivati commenti meno piacevoli, soprattutto da parte di alcune ragazze che gli facevano notare di non assomigliare al celebre attore, quasi fosse una delusione.

Quelle frasi gli sono rimaste impresse. Francesco non nasconde di essersi chiesto più volte cosa pretendessero davvero gli altri da lui. Ma una cosa, nel tempo, l’ha capita bene: non vuole essere definito dal suo cognome. Per lui Raoul resta suo padre, ma Francesco è Francesco. Un’identità separata, una strada propria, una vita costruita senza inseguire l’ombra di qualcun altro.

Proprio per questo ha scelto la musica. Se avesse deciso di fare l’attore, forse l’etichetta di figlio d’arte gli sarebbe calzata addosso con più forza. Invece ha seguito una passione diversa, più personale, più urgente. Non si è appoggiato alle aspettative degli altri e non ha cercato di replicare il percorso del padre. Ha preferito fare ciò che sentiva giusto per sé.

Oggi Francesco Bova si presenta così: non come “il figlio di”, ma come un giovane artista che sta cercando il proprio posto, con un singolo in arrivo, una storia d’amore vissuta tra distanza e intensità, e la voglia di essere riconosciuto per quello che fa, non solo per il nome che porta.

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