Antonella Clerici si racconta senza maschere e lo fa mettendo da parte l’immagine sicura che il pubblico conosce da anni. Dietro il sorriso e il successo televisivo, emerge una donna fatta anche di fragilità, paure e contraddizioni.
Oggi ironizza su quelle critiche ricevute in passato, quando qualcuno la descriveva come troppo “casalinga”, troppo legata a un’immagine semplice. Lei ribalta tutto con leggerezza: meglio la sostanza, meglio le cose vere. E lo dice con la stessa naturalezza con cui ha costruito la sua carriera.
Ma il racconto cambia tono quando entra nel personale. Antonella ammette di convivere con paure che pochi immaginano. Soffre di claustrofobia e questo condiziona anche situazioni quotidiane. L’aereo la mette in difficoltà, così come il treno. Spazi chiusi, tempi di attesa, sensazioni che non riesce a controllare del tutto.

A questo si aggiunge una tendenza all’ipocondria e una certa goffaggine nella vita di tutti i giorni. Un contrasto evidente con la donna che in tv appare sempre padrona della situazione. Lei stessa lo sottolinea con ironia: può affrontare momenti difficili legati alla salute, ma poi si agita per cose apparentemente banali, come il rischio di sbagliare binario.
Il riferimento non è casuale. Nel 2024 ha vissuto un momento serio, con un intervento urgente per una cisti ovarica. Un’esperienza che avrebbe potuto spaventare chiunque, ma che lei ha affrontato con lucidità. Eppure, sono le piccole cose a metterla davvero alla prova.
Anche in amore il percorso non è stato lineare. Parla apertamente delle sue relazioni passate, definite senza mezzi termini una combinazione di sofferenza e intensità. Si riconosce in un passato fatto di drammi sentimentali, ma non lo rinnega. Ogni esperienza, dice, è servita per arrivare a qualcosa di diverso.
Quel qualcosa oggi ha un nome preciso: Vittorio Garrone. Con lui ha trovato un equilibrio nuovo, basato sulla fiducia e su un rapporto più maturo. Un cambiamento che le ha insegnato a vivere senza l’ansia costante del tradimento o della perdita.

Anche il rapporto con il proprio aspetto è cambiato nel tempo. Antonella racconta di aver trasformato le critiche in un punto di forza. Troppo qualcosa, sempre troppo. Alla fine ha scelto di essere semplicemente sé stessa, senza adattarsi a modelli imposti.
Non risparmia una riflessione sul tema della bellezza. Critica apertamente l’idea di una magrezza estrema come standard da inseguire, definendola pericolosa. Per lei, forzare la propria natura porta solo a perdere autenticità.
E poi c’è Maelle, la figlia che tra pochi mesi raggiungerà la maggiore età. Parlando di lei, il tono cambia ancora. Più morbido, più profondo. Antonella non si concentra su risultati scolastici o successi visibili, ma su qualcosa di più importante.
Dice che la figlia ha ereditato una qualità che considera fondamentale: la sensibilità. Il fatto che sia gentile, attenta agli altri, capace di prendersi cura delle persone, per lei vale più di qualsiasi voto.
Un’eredità invisibile, ma decisiva. E forse, il tratto che racconta davvero chi è Antonella Clerici, oltre la televisione.
