Alessia Fabiani torna a parlare di un capitolo delicato della sua vita, qualcosa che continua a far parte della sua quotidianità ancora oggi. Ospite a La Volta Buona, la showgirl 49enne si racconta senza filtri e affronta una vicenda che risale a quando era molto giovane, ma che non si è mai davvero chiusa.
Tutto nasce da una scelta fatta anni fa, quando decise di sottoporsi a un intervento estetico alle labbra. Una semplice iniezione, apparentemente innocua, che nel tempo si è trasformata in qualcosa di più complesso. Il materiale utilizzato, infatti, non era riassorbibile. E questo ha cambiato tutto.

Alessia spiega che, a distanza di anni, convive ancora con i residui di quella sostanza. Indica il punto preciso, mostrando l’asimmetria che si è creata e che non è mai scomparsa del tutto. Non è solo una questione estetica, ma una presenza costante che le ricorda quella scelta.
La sua reazione, però, non è impulsiva. Non ha mai deciso di intervenire chirurgicamente per risolvere definitivamente il problema. Ha preferito soluzioni più leggere, temporanee, che le permettessero di gestire la situazione senza affrontare un’operazione invasiva.
Dietro questa scelta ci sono più motivi. Da una parte, ammette di non aver ancora trovato il coraggio di sottoporsi a un intervento. Dall’altra, parla anche di una certa pigrizia e di un atteggiamento più distaccato rispetto al passato. Con il tempo, infatti, ha imparato in parte ad accettarsi così com’è.

Non esclude che in futuro possa cambiare idea. Sa che esiste la possibilità di rimuovere quei residui, ma è consapevole che non si tratta di un percorso semplice. Servono tempi di recupero, attenzione e una fase post-operatoria che richiede pazienza.
Durante la trasmissione interviene anche il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti, che conferma la complessità della situazione. Spiega che la rimozione totale non sarebbe immediata, ma è comunque possibile e potrebbe portare a un miglioramento significativo.
Nonostante tutto, il messaggio che emerge dal racconto di Alessia è chiaro. Non c’è solo il desiderio di correggere un errore del passato, ma anche la volontà di convivere con ciò che è stato, senza lasciarsi definire completamente da questo.
Un equilibrio fragile, costruito nel tempo, tra accettazione e possibilità di cambiamento.
