Billy Costacurta si apre come mai prima: il dolore nascosto per il figlio Achille e quel momento che non riesce a dimenticare

Non è il racconto di una carriera, ma quello di una ferita profonda. Billy Costacurta ha deciso di parlare apertamente di uno dei capitoli più difficili della sua vita, legato al figlio Achille, e lo ha fatto senza nascondere nulla.

Ospite del podcast One More Time di Luca Casadei, l’ex difensore ha raccontato cosa ha significato affrontare il ricovero del ragazzo con un trattamento sanitario obbligatorio. Un’esperienza che lo ha segnato profondamente, al punto da non riuscire nemmeno a entrare in ospedale.

Accanto a lui, in quei giorni, c’era Martina Colombari. È stata lei a trovare la forza di esserci ogni giorno, di affrontare il dolore senza tirarsi indietro. Billy, invece, ammette di essersi sentito sopraffatto, incapace di reggere l’impatto emotivo di quella situazione.

Il racconto parte da lontano. Già da bambino, Achille mostrava segnali che mettevano in difficoltà la famiglia: irrequietezza, difficoltà a rispettare le regole, problemi nel rapporto con gli altri. I genitori hanno cercato risposte rivolgendosi a diversi specialisti, ma per anni non è arrivata una spiegazione chiara.

Uno degli episodi che ha fatto capire la gravità della situazione risale all’adolescenza. A 13 anni, dopo una punizione, il ragazzo lasciò casa per più di due giorni senza dare notizie. Un momento che ha acceso un campanello d’allarme forte e impossibile da ignorare.

Negli anni successivi, tra tentativi e diagnosi non sempre corrette, il percorso si è complicato ulteriormente. Solo quattro anni fa è arrivata la diagnosi di ADHD, un disturbo del neurosviluppo che incide su attenzione, organizzazione e controllo degli impulsi. Da lì è iniziato un nuovo cammino, fatto anche di lavoro su sé stessi da parte dei genitori.

Billy e Martina hanno scelto di mettersi in discussione, partecipando a corsi specifici per migliorare il modo di comunicare con il figlio. Un passo che, come racconta, si è rivelato fondamentale.

Ma il ricordo più difficile resta quello del ricovero. Un momento che Costacurta descrive come il peggiore della sua vita. Vedere il figlio in quelle condizioni, sedato per essere calmato, è stato qualcosa che non è riuscito a sostenere. Si è sentito impotente, bloccato, incapace di reagire.

Oggi la situazione è diversa. Achille ha trovato un equilibrio più stabile e anche il rapporto con la famiglia è migliorato. Ma quel periodo resta impresso, come una prova durissima che ha messo tutti davanti ai propri limiti.

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