Tutti Fenomeni si prende Venezia 83: chi è l’artista scelto per accendere la serata inaugurale

Un nome insolito ha trovato spazio accanto ad alcune delle personalità più celebri del cinema internazionale. Mercoledì 2 settembre, dalle 19, la Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido ha ospitato la cerimonia d’apertura dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Tra gli appuntamenti centrali della serata, oltre alla consegna del Leone d’oro alla carriera a George Clooney, è stata annunciata l’esibizione di Tutti Fenomeni.

Per una parte del pubblico, quel nome d’arte potrebbe rappresentare ancora una novità. Dietro lo pseudonimo si nasconde Giorgio Quarzo Guarascio, cantautore romano nato nel 1996 e considerato una delle figure più particolari della nuova musica italiana.

Il nome Tutti Fenomeni anticipa perfettamente il carattere del suo progetto. Nelle sue canzoni convivono ironia, provocazione e riferimenti appartenenti a periodi musicali molto diversi. Il risultato non si lascia inserire facilmente dentro una sola categoria.

Il suo stile guarda contemporaneamente indietro e avanti. Nella scrittura è possibile riconoscere l’influenza della lezione di Franco Battiato, ma la sua formazione artistica è avvenuta negli anni in cui la trap conquistava una posizione dominante nella scena italiana. Tutti Fenomeni ha trasformato questi mondi lontani in un linguaggio personale, senza apparire fuori tempo.

L’esordio discografico risale al 2020, quando pubblicò Merce Funebre. Il progetto, prodotto da Niccolò Contessa e distribuito da 42 Records, attirò subitoiatamente l’attenzione per la sua originalità e per un modo di raccontare la realtà difficile da confondere con quello di altri artisti della stessa generazione.

Nel 2022 arrivò il secondo album, Privilegio Raro. Il disco consolidò il percorso iniziato due anni prima e confermò la centralità di una scrittura intima, personale e talvolta simile a una pagina di diario. Una cifra stilistica che sarebbe rimasta riconoscibile anche nei lavori successivi.

Il nuovo capitolo si è aperto il 23 gennaio 2026 con l’uscita di Lunedì. Questa volta la produzione è stata affidata a Giorgio Poi, mentre l’arrivo dell’album è stato preparato attraverso i singoli Piazzale degli Eroi, La ragazza di Vittorio e Vanagloria.

La presentazione del progetto ha riempito per due sere l’Atlantico di Roma, facendo registrare il tutto esaurito in entrambe le date. Da lì è partito un tour estivo che ha portato Tutti Fenomeni sui palchi di alcuni tra i più importanti festival musicali italiani.

Nel corso della sua carriera, Giorgio Quarzo Guarascio non si è limitato al lavoro solista. Ha collaborato con Fulminacci, Golden Years, Kid Yugi e Sano, attraversando stili differenti e dimostrando di poter adattare la propria identità artistica senza perderne i tratti distintivi.

La musica, però, rappresenta soltanto una parte del suo rapporto con il mondo dello spettacolo. Quella del 2 settembre non è stata infatti la sua prima apparizione alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 2023 Tutti Fenomeni era già arrivato al Lido in veste di attore. Aveva partecipato come coprotagonista a Enea, film di Pietro Castellitto presentato in concorso durante l’80ª edizione del Festival.

Il personaggio era stato costruito anche intorno ai testi delle sue canzoni. Una scelta che aveva mostrato quanto la scrittura di Tutti Fenomeni possedesse già una forte componente visiva e narrativa, adatta a dialogare con il linguaggio cinematografico.

Tre anni più tardi, l’artista romano è tornato nello stesso luogo con un ruolo completamente diverso. Non più parte del cast di un film in gara, ma protagonista musicale della cerimonia inaugurale, al fianco dei conduttori Greta Scarano e Nicolas Maupas.

Il passaggio dalla recitazione all’esibizione sul palco non appare casuale. Tutta la sua carriera si è sviluppata lungo un confine sottile tra musica, immagine e cinema. Venezia 83 ha trasformato questa doppia identità in una delle attrazioni della serata d’apertura.

La scelta di affidargli un momento così importante non nasce quindi da un’improvvisa curiosità nei confronti di un nome emergente. È il risultato di un percorso iniziato con dischi costruiti con grande attenzione e proseguito attraverso concerti, collaborazioni e un’esperienza cinematografica già legata alla Mostra.

Anche il programma della serata ha contribuito a sottolineare il peso dell’invito. Nella stessa cerimonia sono stati presentati Ink, film d’apertura diretto da Danny Boyle, e la laudatio pronunciata da Laura Dern per celebrare George Clooney prima della consegna del Leone d’oro alla carriera.

In mezzo a figure conosciute in tutto il mondo, Tutti Fenomeni ha portato sul palco un’identità decisamente meno convenzionale. Per chi lo seguiva già, Venezia ha rappresentato la conferma di una crescita continua. Per tutti gli altri, la cerimonia è stata l’occasione per scoprire chi si nasconde dietro uno dei nomi più curiosi della musica italiana.

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