Alessandro Borghi sbarca a Venezia con Irene Forti: camicia slacciata e fascino da bad boy

Al Lido le presenze importanti cominciano a moltiplicarsi. Dopo l’arrivo di George Clooney, Venezia 83 accoglie uno dei volti più amati del cinema italiano: Alessandro Borghi. L’attore si è presentato nella città lagunare insieme alla compagna Irene Forti, stringendole la mano e sfoggiando un look rilassato che ha immediatamente catturato l’attenzione.

Per il suo primo ingresso alla Mostra, Borghi ha messo da parte l’eleganza più prevedibile. Nessuna giacca formale, nessun completo perfettamente abbottonato. Ha preferito jeans, occhiali da sole e una camicia lasciata aperta, costruendo un’immagine da ragazzo ribelle che gli calza con sorprendente naturalezza.

Il Festival aveva già regalato diversi momenti destinati a finire sotto i riflettori. La co-conduttrice Greta Scarano aveva rispettato la tradizione con il consueto ingresso sulla spiaggia, mentre Tinto Brass era stato celebrato attraverso il restauro di una delle sue pellicole più note. George Clooney, intanto, aveva iniziato a monopolizzare l’attenzione in attesa di ricevere il riconoscimento alla carriera.

Poi è arrivato Alessandro Borghi e il centro della scena si è spostato rapidamente. Il suo aspetto era studiato per sembrare spontaneo: capelli corti e ordinati, barba curata e capi portati con quella disinvoltura che dà l’impressione di non aver pensato troppo all’abbigliamento. In realtà, ogni particolare appariva scelto con precisione.

Il pezzo dominante era una camicia in seta marrone, decorata con righe bianche e nere e pois a contrasto. Borghi l’ha indossata slacciata e parzialmente fuori dai pantaloni. Morbida e leggermente stropicciata, ricordava quasi un pigiama raffinato, trasformato però in un completo perfetto per un arrivo informale al Lido.

Al posto dei classici pantaloni sartoriali, l’attore ha scelto un paio di jeans leggermente scoloriti e dal taglio dritto. La linea cadeva senza rigidità, rafforzando l’aria casual dell’intero outfit.

Il dettaglio più appariscente era ai piedi. Borghi indossava mocassini in pelle coordinati con le tonalità calde della camicia, completati da un grande logo dorato. Un elemento vistoso, persino un po’ sfacciato, inserito dentro un look che altrimenti avrebbe rischiato di essere fin troppo rilassato.

Il risultato era un equilibrio ben calibrato tra noncuranza ed eleganza. Ogni capo sembrava portato senza regole, ma l’insieme funzionava proprio perché nulla era davvero lasciato al caso. Con questa prima apparizione, Borghi si è già imposto tra gli uomini più stilosi dell’edizione, alzando le aspettative per i prossimi red carpet.

Accanto a lui c’era Irene Forti. I due hanno attraversato il terminal a passo deciso, sempre mano nella mano, offrendo l’immagine di una coppia affiatata e poco interessata a mettersi in posa. Anche l’imprenditrice ha seguito una linea informale, sensuale e accuratamente spettinata.

Per il viaggio Irene ha puntato sul total black. Ha indossato un crop top dalla scollatura profonda, legato morbidamente dietro al collo, abbinandolo a un paio di pantaloni capri a vita bassa. Un modello difficile da portare, tornato tra le tendenze della stagione, che lasciava scoperti gli addominali.

A rompere il nero sono state le infradito color rosso scuro, decorate con borchie e coordinate con la grande borsa da viaggio. Gli occhiali da sole hanno completato l’outfit, proteggendola sia dalla luce dei primi giorni di settembre sia dai flash che accompagnavano l’arrivo della coppia.

La presenza di Alessandro Borghi a Venezia non sarà limitata alle fotografie d’ingresso. L’attore avrà un ruolo importante durante l’83esima edizione della Mostra, dove presenterà due nuovi film.

Il primo è Nessun Dolore, diretto da Gianni Amelio e proiettato in anteprima fuori concorso. Borghi recita in un cast che comprende anche Valerio Mastandrea e Golino. Il film affronta il dramma dell’immigrazione attraverso una prospettiva diversa, mescolando delicatezza, intensità e zone d’ombra.

Il secondo progetto è Serpenti, scritto dai fratelli D’Innocenzo e diretto da Roberto De Paolis Maino. Al centro della storia c’è un uomo tormentato dal senso di colpa dopo aver ucciso la moglie. Decide di consegnarsi, convinto di dover pagare per ciò che ha fatto, ma nessuno sembra credere alla sua confessione.

Da quel momento nasce una situazione dal tono kafkiano. Il protagonista prova ripetutamente a farsi arrestare e a ottenere la punizione che ritiene di meritare, senza riuscire nel proprio intento. Un racconto paradossale e profondamente legato alle contraddizioni del presente.

Tra due pellicole, diversi passaggi sul tappeto rosso e l’arrivo complice con Irene Forti, per Borghi si prospetta una Mostra particolarmente intensa. La prima mossa, intanto, è già riuscita: è bastata una camicia slacciata per trasformare il suo sbarco in uno degli ingressi più commentati del Festival.

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