Matilde Caressa, figlia di Fabio e Benedetta Parodi, ha aperto il suo cuore al Corriere della Sera parlando del trasferimento da Milano a Torino e dei sogni per il futuro. Classe 2002, la giovane ha lasciato la città natale per seguire il master dei suoi sogni e inizialmente non era affatto entusiasta della scelta. “Non ero felice quando sono arrivata”, confessa con sincerità, ricordando la sua prima visita alle medie: pioveva e la città le era sembrata poco accogliente, lontana dall’immagine che si era fatta.
Oggi, a distanza di mesi, Matilde ha imparato a conoscere Torino e a scoprirne i lati migliori. “È molto vivibile. Non so se resterò qui per sempre, ma un giorno mi piacerebbe fermarmi a lungo”, racconta, riflettendo sulla differenza tra la città piemontese e Milano. A suo avviso, Torino è più raccolta e permette di vivere con maggiore semplicità, senza perdersi nel caos metropolitano: “Milano è enorme e caotica, rischi di non fare nulla. Qui invece non ti confondi nel marasma. Ho sentito dire ‘la mia Torino’ e questo è un sentimento che a Milano raramente si prova”.

Matilde frequenta la Scuola Holden, dove studia scrittura creativa, e ha già le idee chiare su cosa fare “da grande”. “Voglio diventare scrittrice. Ho sempre amato scrivere, inizialmente solo canzoni, ma alla lunga sentivo quel formato limitante. Alla Holden ho trovato il posto perfetto per esprimermi”.
Nel frattempo, ha appena lasciato il suo alloggio temporaneo e sta cercando una stanza tra Quadrilatero e San Salvario, i quartieri che le piacciono di più. Nonostante la vita da studentessa comporti qualche sfida, come muoversi in sicurezza di sera vicino a Porta Palazzo, Matilde si sente serena: “Sì, direi di sì. Porta Palazzo è affascinante e il mercato è davvero interessante”.

La maggiore dei tre figli di Fabio e Benedetta, dopo di lei Eleonora (2004) e Diego (2009), sta così vivendo una nuova fase della vita con entusiasmo e determinazione, costruendo giorno dopo giorno il suo percorso personale e professionale lontano dalle luci dei riflettori familiari.
