Clizia Incorvaia sbotta sui social: “Treno perso e nessuna umanità”

Clizia Incorvaia ha deciso di condividere direttamente sui social il suo sfogo dopo una giornata difficile a Roma. La 45enne influencer e personaggio tv racconta di essere arrivata in ritardo alla stazione Termini a causa del traffico e di non essere stata agevolata ai controlli di sicurezza, perdendo così il treno e costretta a comprare un nuovo biglietto.

“Oggi ho perso un treno. Non perché sia arrivata con leggerezza, ma perché il traffico paralizzava la città. Ho chiesto un minimo di comprensione, di umanità, di poter passare velocemente ai controlli perché il treno stava partendo. Mi è stato negato. Risultato? Treno perso e nuovo biglietto da acquistare”, racconta Clizia, mostrando tutta la frustrazione accumulata.

L’influencer sottolinea come questa esperienza rifletta problemi più ampi: “Questa è l’Italia che non funziona. Infrastrutture che complicano invece di aiutare, regole applicate senza buon senso. Non è solo un treno perso, è la sensazione di vivere in un sistema che ostacola chi cerca di fare le cose nel modo giusto”.

Clizia spiega nel dettaglio l’accaduto: il personale di sicurezza le aveva inizialmente concesso l’ingresso, ma poi l’ha bloccata dicendo con leggerezza “lo prende”. “Avevo le lacrime agli occhi e non avrei mai chiesto di passare se non fosse stata una reale necessità”, aggiunge. Nonostante le critiche ricevute, precisa: “Non chiedo privilegi, parlo da cittadina normale. Il mio treno stava per partire, e invece mi hanno risposto con sufficienza: ‘Stia tranquilla, lo prende, lo prende’. Ma non era così, ed è partito davanti ai miei occhi”.

La moglie di Paolo Ciavarro conclude con una riflessione più ampia: “Non è il treno perso a farmi rabbia. Gli imprevisti capitano. Quello che lascia l’amaro è l’atteggiamento: non ascoltare, minimizzare la preoccupazione di una persona, non mostrare alcun interesse nell’aiutarla. Viviamo in un Paese che lamenta infrastrutture e disservizi, ma a fare davvero la differenza sono le persone. Quando manca l’umanità, qualsiasi disagio pesa il doppio”.

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