Nastassja Kinski rompe il silenzio: la diva contro Wim Wenders per le scene girate da adolescente

Nastassja Kinski, icona del cinema degli anni Settanta e Ottanta, torna a far parlare di sé, ma non per un nuovo ruolo sul grande schermo. La 65enne attrice tedesca è al centro di una polemica con il regista Wim Wenders, che l’aveva diretta da adolescente in Falso movimento. La storia di Kinski va ben oltre la fama: dietro la bellezza eterea che ha conquistato il cinema mondiale, si cela il percorso di una donna che ha lottato per riprendersi la propria vita, il proprio corpo e la propria dignità.

Nata a Berlino Ovest il 24 gennaio 1961, figlia del controverso Klaus Kinski e della modella Ruth Brigitte Tocki, Nastassja ha vissuto un’infanzia segnata dall’instabilità paterna e dalla paura costante. Il clima di terrore in famiglia è emerso pubblicamente nel 2013, quando la sorella Pola ha denunciato abusi nel libro pubblicato postumo sul padre, già morto nel 1991. Nastassja ha confermato di aver vissuto anni di tensione, sostenendo la sorella come eroina: “Il novantanove per cento delle volte ero terrorizzata da lui. Non era un padre. Sono felice che non sia più in vita”, ha raccontato.

 

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La polemica con Wenders riguarda una scena del 1975 in cui la Kinski, all’epoca tredicenne, girò in Falso movimento una sequenza in cui appare quasi completamente nuda accanto a un uomo adulto, per circa due minuti, con contatti fisici non appropriati. A distanza di decenni, l’attrice ha chiesto più volte la rimozione della scena dai materiali distribuiti, ma il regista ha sempre evitato il confronto diretto, difendendosi con la libertà artistica tipica del cinema sperimentale dell’epoca. Nel frattempo, i legali di Kinski hanno revocato il consenso alla diffusione e richiesto un risarcimento per il danno psicologico subito.

Questo percorso di giustizia personale non è il primo: in passato, la Kinski aveva ottenuto dalla televisione NDR la rimozione di alcune scene di nudo girate all’età di 15 anni nella serie Tatort, dimostrando che cambiare le cose è possibile anche contro ingiustizie del passato.

 

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Nonostante un’infanzia e un’adolescenza turbolente, Nastassja Kinski ha costruito una carriera cinematografica straordinaria. Ha incantato il pubblico con ruoli memorabili, dal Golden Globe per Tess di Roman Polanski (1981) alla sensuale Francesca in Così come sei (1978), fino alla misteriosa Jane di Paris, Texas (1984) diretto da Wim Wenders.

Al di là del cinema, la sua ancora di salvezza è stata la famiglia. Madre di tre figli – Aljosha, da Vincent Spano; Sonja, da Ibrahim Moussa; e Kenya, da Quincy Jones – Nastassja ha trovato nella maternità equilibrio e forza, trasmettendo ai figli la determinazione e l’autenticità che l’hanno accompagnata nella sua vita personale e professionale.

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