Jacqueline Luna Di Giacomo contro la perfezione finta dei social: “Voglio restare vera”

Jacqueline Luna Di Giacomo ha scelto di parlare senza filtri di un disagio che molte persone vivono, ma che poche ammettono apertamente. La compagna di Ultimo, madre di Enea nato il 30 novembre 2024, ha affidato alle sue Storie una riflessione molto personale sul rapporto con Instagram, sulla pressione dell’apparire e su quella perfezione continua che spesso sembra diventare una regola non scritta.

La 26enne, figlia di Heather Parisi, conosce bene il mondo dei social. Ne fa parte, lo usa, lo vive anche per raccontare frammenti della sua quotidianità. Eppure proprio lì, davanti a immagini sempre curate e corpi sempre impeccabili, ha sentito il bisogno di fermarsi e dire che qualcosa non le torna.

Jacqueline ha ammesso di detestare Instagram perché lo vede pieno di donne bellissime, immagini costruite e contenuti esteticamente perfetti. Una vetrina continua che, a volte, le fa nascere la sensazione di dover pubblicare anche lei foto più studiate, più “aesthetic”, più vicine a quell’idea di bellezza che sembra dominare tutto.

Non nega che ogni tanto anche a lei piaccia mostrarsi in quel modo. Ci sono momenti in cui sentirsi bella e condividere una foto può essere piacevole. Ma, nella maggior parte delle giornate, racconta di essere semplicemente una persona normale, senza tempo e senza voglia di inseguire lo scatto perfetto a ogni costo.

Il punto, per lei, non è solo personale. Jacqueline si è detta quasi infastidita dal fatto stesso di ritrovarsi a pensare a queste cose. Poi però il pensiero va agli adolescenti che crescono dentro quel meccanismo, bombardati da modelli irraggiungibili e da confronti continui. Ed è lì che la sua riflessione diventa più seria.

La giovane stilista ha parlato di paura e di pericolo, perché sa bene quante ragazze più giovani la seguono. Proprio per questo sente una responsabilità: non vuole trasmettere l’idea che valga solo ciò che appare perfetto, lucido, ordinato e desiderabile. Vuole che arrivi altro, qualcosa di più vero.

Jacqueline ha scritto che a volte anche lei si sente “una bona”, e non c’è nulla di male nel dirlo o nel condividerlo. Ma subito dopo ha chiarito che, molto più spesso, si sente un pasticcio che prova a vivere, a trovare il proprio equilibrio e a far sorridere gli altri, ma soprattutto se stessa.

Il messaggio centrale del suo sfogo è proprio questo: autenticità e normalità. Jacqueline invita chi la segue a non trasformarsi per piacere a una platea invisibile, a non sentirsi obbligata a sistemare ogni dettaglio della propria vita per renderlo più digeribile, più bello o più vendibile agli occhi degli altri.

Con grande decisione ha respinto l’idea di dover abbellire tutto per soddisfare persone sconosciute. Per lei non ha senso vivere costantemente sotto il giudizio di chi guarda da fuori, magari senza conoscere nulla della persona reale dietro una foto o una storia.

Jacqueline ha anche usato una frase in inglese per chiarire il suo atteggiamento: “I’m here to stay, but here to stay real”. Ha poi spiegato il senso di quelle parole: lei resta, ma vuole restare reale. Non vuole sparire dai social, ma nemmeno diventare una versione costruita di sé stessa.

Nella storia successiva è tornata su un pensiero che l’aveva colpita mentre lo scriveva: il desiderio di far sorridere prima di tutto se stessa. Ha spiegato che le piace vedere felici le persone intorno a lei, ma sta imparando che la sua felicità conta ancora di più.

Per Jacqueline, il sorriso può diventare contagioso. Ha invitato chi la segue a sorridere a uno sconosciuto durante la giornata e a pensare a lei, convinta che da quel gesto possa nascere una sensazione bella, piccola ma concreta.

Questa riflessione arriva dopo un periodo già molto intenso per lei. Ad aprile, in un altro post, aveva confessato di avere tante cose in testa, tra la maternità, il lavoro creativo e un nuovo progetto personale in costruzione.

In quella occasione aveva raccontato anche una sensazione più fragile: sentirsi incompleta, rallentata, come se stesse dando solo una minima parte di ciò che potrebbe dare davvero. Aveva ammesso di non riuscire quasi mai a concedersi una pacca sulla spalla, nonostante gli sforzi e le responsabilità.

Oggi il suo sfogo sembra inserirsi nello stesso percorso. Jacqueline Luna Di Giacomo sta cercando di costruire una nuova fase della sua vita tra maternità, identità, lavoro e presenza pubblica. E lo fa scegliendo di non nascondere le crepe, le insicurezze e la fatica di restare se stessa in un mondo che chiede continuamente di apparire perfetti.

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