Samantha De Grenet ha scelto di tornare su una pagina molto delicata della sua vita privata, una di quelle che non si raccontano con leggerezza. Ospite a La Volta Buona, davanti a Caterina Balivo, la showgirl ha parlato del suo primo matrimonio con Pierfrancesco Micara, celebrato quando lei aveva appena 20 anni e già carico di un dolore enorme.
Non fu un sì nato dalla serenità, né da quella felicità limpida che di solito accompagna l’inizio di una vita a due. Samantha lo ha detto senza cercare giri di parole: “Mi sposai con dolore”. Prima delle nozze, infatti, aveva perso il bambino che aspettava, un’esperienza che le aveva lasciato addosso una ferita profonda e difficile da gestire a quell’età.

In quel momento, Pierfrancesco le sembrò l’unica persona davvero in grado di condividere quel vuoto. Non solo di capirlo, ma di viverlo insieme a lei. Proprio per questo, dopo l’aborto, la decisione di sposarsi prese forma in un clima emotivo complicato, più legato al bisogno di restare aggrappata a qualcuno che a una scelta realmente libera e felice.
La De Grenet ha spiegato con grande lucidità quello che, col tempo, ha riconosciuto come l’errore più grande di quel periodo. “Quando l’ho perso, ho pensato che lui fosse l’unica persona che potesse capire e vivere con me quel dolore”, ha raccontato. Poi ha aggiunto una frase che pesa più di molte spiegazioni: “Mi sono sposata con dolore e non con amore. Quello è stato lo sbaglio”.
Era il 1991 e Samantha, giovanissima, entrò in quel matrimonio portandosi dietro una sofferenza che non si era ancora rimarginata. La consapevolezza arrivò quasi subito, in modo brutale. Non servì il tempo, non servirono anni di crisi. Le bastò partire per il viaggio di nozze per capire che qualcosa non funzionava davvero.
La showgirl ha ricordato quel momento senza mascherarlo: “Neanche ero partita per il viaggio di nozze che già avevo capito che avevamo fatto un errore”. Una frase che restituisce tutta la distanza tra l’immagine esterna di una coppia appena sposata e la realtà interiore di una donna che, già nei primi giorni, sentiva di aver scelto spinta da una ferita più che da un sentimento.
Il matrimonio con Pierfrancesco Micara durò soltanto 8 mesi. La fine arrivò presto, ma la chiusura formale di quella storia si rivelò molto più lunga e complessa. A chiedere per primo l’annullamento alla Sacra Rota fu proprio Micara. Samantha, però, non accettò il modo in cui la vicenda stava prendendo forma.
Secondo il suo racconto, in quella prima impostazione lui appariva come la vittima della situazione, e questo non le sembrava giusto. La De Grenet non voleva che una scelta nata da un dolore condiviso venisse raccontata come se la responsabilità fosse soltanto sua. Per questo decise di spostare la causa a Roma e di portare davanti al tribunale entrambe le versioni.

Da lì iniziò un percorso lungo, pesante e pieno di attese. La battaglia burocratica non si risolse in pochi mesi, né in pochi anni. Samantha ha sintetizzato tutto con una frase secca: “La nullità ci ha messo 20 anni ad arrivare”. Due decenni per chiudere definitivamente un capitolo che nella vita quotidiana era finito da moltissimo tempo.
Dopo quel matrimonio, la vita sentimentale di Samantha è andata avanti tra legami importanti e storie finite sotto gli occhi del pubblico. Ha avuto una relazione durata due anni e mezzo con Leonardo Pieraccioni, poi è stata legata a Filippo Inzaghi. Nei primi anni 2000 ha fatto coppia anche con Alessandro Benetton.
Nel 2005 è arrivato un nuovo matrimonio, questa volta civile, con Luca Barbato, ingegnere civile e padre del suo unico figlio, Brando. Anche quella relazione ha attraversato una separazione, ma la storia non si è chiusa lì. In modo inatteso, Samantha e Luca si sono ritrovati, si sono innamorati di nuovo e hanno ricostruito il loro rapporto.
Il passaggio decisivo è arrivato nel 2015. Grazie all’annullamento delle nozze precedenti, Samantha De Grenet e Luca Barbato hanno potuto finalmente sposarsi in chiesa. Un sì arrivato dopo errori, attese, ferite e ritorni, ma questa volta con un significato molto diverso da quello pronunciato tanti anni prima.
