Barbara d’Urso rompe il silenzio sullo scontro con Mediaset: “La verità si saprà davanti ai giudici”

Barbara d’Urso ha deciso di parlare, ma solo fino a un certo punto. Dopo anni di silenzio, la conduttrice 69enne ha raccontato per la prima volta perché ha scelto di portare Mediaset in tribunale, lasciando intendere che il cuore della vicenda verrà spiegato soltanto nella sede che ritiene più adatta: davanti ai giudici.

La sua versione parte da una ferita professionale e personale che, a suo dire, non si è mai davvero rimarginata. Dopo sedici anni di lavoro intenso, vissuti non solo come un rapporto aziendale ma anche come un legame affettivo, tutto si sarebbe interrotto nel 2023 in modo improvviso. Non per una sua scelta, precisa, e soprattutto senza un confronto diretto.

Barbara racconta che la comunicazione della fine del rapporto non le sarebbe arrivata da chi si aspettava, ma da terze persone. Da quel momento, sostiene, non avrebbe ricevuto né una spiegazione né un messaggio da parte di nessuno. Un silenzio che per lei ha pesato quanto la decisione stessa, forse anche di più.

La conduttrice usa parole durissime per descrivere ciò che sarebbe accaduto dopo. Dice che le sarebbe stato riferito dell’esistenza di un divieto assoluto di avere contatti con lei. Una situazione che, nella sua lettura, avrebbe avuto il sapore di una punizione pesante, quasi come se fosse stata trattata da persona da isolare.

“Mi è stato poi riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me: un trattamento che solitamente si riserva ai traditori, ai vili traditori”, ha dichiarato. Poi ha aggiunto di avere le prove. Una frase che lascia capire quanto il confronto legale, per lei, non sia solo una questione di principio, ma il punto in cui intende mettere tutto sul tavolo.

Barbara ammette che quella decisione l’ha destabilizzata profondamente. All’inizio, però, non ha voluto combattere. Non perché non avesse nulla da dire, ma perché, come spiega, le battaglie non appartengono al suo carattere. Ha preferito aspettare, sperare, osservare se qualcosa potesse cambiare.

E infatti la causa non è arrivata subito. La d’Urso ha atteso tre anni prima di muoversi legalmente. Lo stesso periodo in cui ha scelto di non raccontare pubblicamente i dettagli della vicenda. A chi insinua che abbia ricevuto denaro per restare in silenzio, risponde in modo netto: parlerà, ma lo farà in tribunale.

“Spiegherò tutto in tribunale”, ha detto, chiarendo che quella sarà la sede corretta per raccontare i fatti. I particolari, aggiunge, potranno arrivare in altre occasioni, ma la verità giuridica dovrà passare prima dai giudici. Fino a poco tempo fa, sostiene, aveva ancora sperato che la situazione potesse prendere un’altra direzione.

Nel corso dell’intervista, Barbara è tornata anche sulle voci legate a un suo possibile approdo in Rai. Non parla di semplici indiscrezioni, ma di trattative che sarebbero state concrete. Per tre volte, racconta, sarebbe stata vicina alla conduzione di un programma in prima serata, con riunioni avvenute anche con i vertici dell’azienda e con il responsabile dell’intrattenimento di una grande casa di produzione.

Questi contatti, dice, sarebbero proseguiti persino durante la sua esperienza a “Ballando con le stelle”, quindi fino a pochi mesi fa. In tre anni le sarebbero stati proposti due progetti coerenti con la linea editoriale della Rai, su cui avrebbe lavorato a lungo. Poi, improvvisamente, tutto sarebbe sparito e nessuno le avrebbe comunicato ufficialmente nulla.

Anche su questo punto la conduttrice non accusa apertamente, ma lascia una frase sospesa: “Chi legge può trarre le sue conclusioni”. Un modo elegante, ma affilato, per far capire che secondo lei dietro quei mancati ritorni potrebbe esserci molto più di una semplice coincidenza.

Barbara affronta anche il tema dei guadagni ottenuti negli anni a Mediaset. Dice di aver letto molte ricostruzioni che la fanno sorridere, perché tutto verrà chiarito. Non nega di aver lavorato in esclusiva per sedici anni, spesso con più programmi contemporaneamente, tra daytime, domenica e prima serata. Ma ribadisce che le cifre circolate non corrisponderebbero alla realtà.

La conduttrice sottolinea anche un altro punto: grazie al suo lavoro, Mediaset e Publitalia avrebbero guadagnato enormemente di più. E lo considera normale, parte del meccanismo televisivo. Quello che però la irrita è l’idea che certe notizie siano uscite per dipingerla come una persona interessata soltanto al denaro e pronta a chiedere ancora di più.

Su questo Barbara è categorica: non sarebbe quella la ragione della causa. Per lei la questione riguarda i fatti, il modo in cui tutto si è interrotto e il trattamento ricevuto dopo una lunga storia professionale. Non vuole che la vicenda venga ridotta a una lite economica, né a una guerra di vanità.

La sua conclusione è netta. La verità, dice, non verrà stabilita dalle ricostruzioni o dalle versioni di parte, ma soltanto dai giudici. Saranno loro, basandosi sui fatti, a decidere dove stia davvero la ragione. E Barbara d’Urso, questa volta, sembra pronta ad arrivare fino in fondo.

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