Tre regole prima di cominciare: tenere separati sentimenti e gioco, evitare di affezionarsi agli altri concorrenti e dedicare più tempo ad ascoltare che a parlare. Giulia Salemi si è presentata a The Traitors Italia 2 con un piano preciso. Per una persona abituata a lasciar trasparire quello che prova, la sfida partiva proprio da lì: controllare le reazioni e osservare quelle degli altri.
Sul red carpet della première al Teatro Brancaccio di Roma, Salemi ha raccontato l’esperienza con una soddisfazione che distingue questa partecipazione dalle precedenti. Alle spalle ha Pechino Express e due edizioni del Grande Fratello Vip, ma questa volta dice di non avere nulla da rimproverarsi.
“Secondo me è andata molto bene perché si vedrà un lato inedito mio, più pensante, stratega e attenta a osservare il comportamento degli altri. A me si legge in faccia tutto, quindi ho cercato di essere quanto più glaciale. Quindi sì, sono stata più stratega. Questa è stata la mia rivincita: mentre tutte le altre esperienze mi hanno lasciato l’amaro in bocca, a questo giro non mi pento di niente, non ho rimpianti né rimorsi ed è la cosa più bella”.
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La rivincita di cui parla riguarda dunque il modo in cui ha affrontato il programma. Non un risultato svelato in anticipo, ma la sensazione di essere riuscita a gestirsi diversamente. Nelle altre avventure televisive era rimasta una delusione; da questa, invece, sostiene di essere uscita senza ripensamenti.
Appassionata di reality e delle dinamiche che si creano fra i partecipanti, Giulia ha provato a dare spazio alla parte più riflessiva di sé. Meno impulso, maggiore attenzione ai comportamenti altrui. Il suo obiettivo era non lasciare che ogni emozione diventasse immediatamente visibile, come le era già successo in passato.
La spontaneità e la facilità con cui parla rendono curioso immaginarla in un gioco costruito anche sui segreti. Questo, però, non permette di stabilire quale ruolo le sia stato assegnato: dalle sue dichiarazioni non emerge se abbia partecipato come Leale o come Traditrice. Il riferimento alla strategia riguarda il suo approccio e non costituisce una rivelazione sulla sua identità nel programma.
Quando il discorso passa dal gioco alla vita privata, Salemi tiene invece a chiarire la propria posizione. Il tradimento, racconta, non appartiene al modo in cui vive le amicizie o le relazioni sentimentali.
“Non lo sono mai stata. Sono un’amica leale nella vita e sono sempre stata leale in amore, quindi non amo il tradimento. Sono stata pugnalata alle spalle quando ero più piccola, quindi ho imparato a sviluppare una sorta di corazza: sono attenta a proteggermi, ma non ho il coltello in mano”.
Le delusioni vissute da più giovane, nelle sue parole, le hanno insegnato soprattutto a difendersi. La prudenza è diventata una protezione personale, senza trasformarsi nella volontà di colpire gli altri. Una distinzione che accompagna il racconto della sua partecipazione: ciò che accade dentro un meccanismo televisivo resta separato dai valori con cui affronta la quotidianità.
Anche sulla capacità di mentire Giulia parte da un’ammissione poco compatibile, almeno sulla carta, con il profilo di una concorrente impenetrabile. Si considera da sempre poco convincente quando cerca di nascondere la verità. Eppure, ripensando a questa esperienza, si concede un giudizio positivo.
“Sono sempre stata pessima a mentire, ma penso di essere stata brava a questo giro. Quindi mi dò da sola una pacca sulla spalla: sono stata abbastanza brava”.
È un’autovalutazione che lascia aperta la curiosità sul suo percorso, senza anticiparne l’esito. Per capire quanto sia riuscita a rispettare le tre regole iniziali bisognerà vedere il programma. Lei, intanto, rivendica il tentativo di cambiare registro: osservare di più, trattenersi e affrontare le dinamiche con una lucidità che nelle precedenti esperienze sente di non aver mostrato allo stesso modo.
