Per Pierluigi Diaco e Alberto Matano era stato un confronto, senza urla né scenate. Per Gabriele Parpiglia, invece, quella lite ci sarebbe stata davvero, con parole pesanti rivolte dal conduttore di BellaMa’ al collega de La Vita in Diretta. Sei anni dopo le smentite dei due protagonisti, torna così a far discutere un episodio risalente al luglio 2020.
A riaprire la vicenda è il racconto di Parpiglia, che parte dall’intervista di Diaco ad Alberto Ravagnani per tornare su un precedente che lo aveva coinvolto anche personalmente. Non soltanto per ciò che sostiene di aver saputo del faccia a faccia con Matano, ma per un tweet successivo, una denuncia e le scuse che afferma di aver ricevuto.
Le versioni restano diverse. Diaco e Matano avevano entrambi riconosciuto di essersi parlati, respingendo però la descrizione di uno scontro acceso. Parpiglia sostiene oggi il contrario e colloca l’episodio nel luglio di sei anni fa.
“Una sera esce una notizia: Diaco avrebbe litigato fuori dalla Rai con Alberto Matano. Il motivo? La solita invidia, ma non entro nel dettaglio. Era luglio 2020. La notizia rimbalza su tutti i siti. Diaco allora smentì pubblicamente: disse che non era successo nulla, ma io, qui, ve lo dico: la lite era vera. Parole grosse, da Diaco verso Matano”.
Il riferimento all’invidia appartiene alla lettura di Parpiglia: non è un movente accertato. Il punto centrale della sua ricostruzione è invece la contestazione della smentita diffusa all’epoca da Diaco.
Parpiglia tiene poi a distinguere ciò che conosceva da ciò che aveva reso pubblico. Afferma di essere venuto a sapere dell’episodio, ma di non aver fatto uscire l’indiscrezione. In quel periodo lavorava con Diaco per Maurizio Costanzo e spiega che proprio quel rapporto professionale gli avrebbe impedito di occuparsene.
“Che c’entravo io? Niente. Quella notizia non l’avevo scritta. Non l’avevo data io. Era arrivata a me, e ancora oggi la confermo, ma non partiva dalla mia penna. Ho ancora il buon gusto, e la correttezza, di non scrivere delle persone con cui lavoro”.
La situazione, nel suo racconto, sarebbe cambiata poche ore dopo la diffusione della notizia. Diaco avrebbe pubblicato un messaggio su Twitter nel quale indicava, attraverso riferimenti indiretti, tre persone ritenute responsabili della circolazione della voce. Parpiglia si sarebbe riconosciuto fra i destinatari insieme a Francesco Facchinetti e Fabrizio Corona.
“Diaco fa un tweet. Scrive che sa chi c’è dietro la notizia. I riferimenti sono chiarissimi: il figlio del cantante detto Capitano Uncino, un ex galeotto e il suo braccio destro. Cioè Francesco Facchinetti, Fabrizio Corona e io. Poi aggiunge una frase che non ripeterò, come sempre poco carina. Immediatamente, quella sera faccio la fotografia della schermata e la giro al mio avvocato. La mattina dopo, senza avvertire nessuno, e lavorandoci insieme, lo denuncio. Senza dire una parola”.
La collaborazione professionale, dunque, sarebbe proseguita mentre Parpiglia aveva già deciso di procedere per vie legali. A suo dire, la querela avrebbe portato a un rinvio a giudizio. In seguito sarebbe intervenuta una persona della quale non rivela l’identità, chiedendogli di ritirarla.
“Diaco si muove alla Diaco. Muove le sue pedine. Mi fa chiamare da una persona alla quale io non potevo dire di no. Mi chiede di ritirare la denuncia. Era pentito, mi chiedeva scusa, era un momento di rabbia”.
Parpiglia racconta di aver infine ritirato la denuncia dopo aver ricevuto le scuse. Anche questo passaggio viene presentato attraverso la sua testimonianza, insieme alla ricostruzione del messaggio che aveva provocato la rottura.
Per capire da dove nasce la vicenda bisogna tornare al 1° luglio 2020. Quel giorno Alan Fiordelmondo aveva descritto su Instagram un presunto alterco all’esterno della sede Rai. Al centro ci sarebbe stata Lorella Cuccarini e la sua uscita da La Vita in Diretta: Diaco avrebbe accusato Matano di aver contribuito a determinarla.
“Volano stracci fra Pierluigi Diaco e Alberto Matano. Fuori dalla sede Rai sembrerebbe sia successo il finimondo con urla e paroloni tra Pier Luigi Diaco e Alberto Matano, con il primo che accusava il secondo di aver contribuito a far fuori Lorella Cuccarini dalla ‘Vita in diretta’. Una scena imbarazzante anche per gli alti dirigenti Rai che hanno assistito allo spiacevole episodio. Pare che Matano non abbia risposto agli insulti per evitare di alimentare la polemica”.
Quella descrizione conteneva elementi precisi: le urla, le espressioni offensive, la presenza di dirigenti e la presunta scelta di Matano di non replicare. Diaco li aveva contestati il giorno successivo, il 2 luglio, pur confermando di aver espresso al collega un giudizio sul comportamento tenuto nei confronti di Cuccarini.
“Matano è stato sleale con l’amica Lorella Cuccarini. Gli ho detto con educazione quello che penso. Non volevo che il mio giudizio gli fosse riportato. Non ci sono state urla, scenate, né erano presenti dirigenti Rai. Mi chiedo come fa a circolare una indiscrezione falsa. Dettata da chi?”.
La sua posizione era quindi questa: il colloquio era avvenuto, ma nei modi descritti da lui, senza la scenata raccontata il giorno prima. Il giudizio di slealtà nei confronti di Matano era un’opinione espressa da Diaco, non un fatto dimostrato dalla vicenda.
Circa un mese dopo era intervenuto anche Matano, negando a sua volta che quel faccia a faccia fosse degenerato. Aveva inoltre espresso dispiacere per le parole di un collega verso il quale dichiarava rispetto.
“Non c’è stata alcuna lite, ci siamo solo parlati. Non capisco come sia venuta fuori questa gigantesca fake news. Quello che ha detto? Mi è dispiaciuto perché è un collega che rispetto. È il suo punto di vista”.
Il nuovo intervento di Parpiglia rimette in discussione quelle smentite, senza cancellarle. Da una parte rimangono le dichiarazioni dei due conduttori, concordi nel negare una lite; dall’altra arriva una testimonianza che insiste sull’esistenza dello scontro e sulle parole usate da Diaco. Il racconto riporta inoltre alla luce il contenzioso personale che Parpiglia afferma di aver affrontato dopo quel tweet. Nel materiale disponibile non compare una nuova replica dei due protagonisti.
