Milly Carlucci difende Ravagnani: il messaggio di Ballando dopo l’intervista di Diaco

La risposta di Ballando con le Stelle adesso è pubblica. Milly Carlucci e gli autori hanno firmato un comunicato di solidarietà ad Alberto Ravagnani dopo la sua partecipazione a BellaMa’. Nessun riferimento esplicito a Pierluigi Diaco nel testo, ma un giudizio inequivocabile su quanto successo durante l’intervista: per il gruppo di lavoro, è stato inaccettabile.

La nota è arrivata il 4 novembre, a circa ventiquattro ore dal colloquio televisivo finito al centro delle polemiche. Carlucci e gli autori hanno scelto di accompagnare la condanna dell’accaduto con una conferma: il percorso di Ravagnani nella loro trasmissione continua, sul piano umano e artistico, mettendo al primo posto il rispetto della persona.

Il messaggio comincia ricordando l’intento con cui Ballando affronta anche argomenti che vanno oltre la pista: offrire occasioni di riflessione e provare a comprendere una società complessa, che cambia continuamente. In questa prospettiva, il gruppo ringrazia Ravagnani per aver accettato di partecipare e di condividere la propria storia.

Poi arriva il passaggio centrale:

“Ballando Con Le Stelle da sempre ha proposto al suo pubblico temi su cui riflettere, con l’intento di capire e includere aspetti di una società complessa e in continuo divenire. Ringraziamo Alberto Ravagnani per aver accettato l’invito a Ballando Con Le Stelle e per condividere con noi la sua esperienza di vita. Siamo felici di continuare insieme un percorso umano e artistico nel profondo rispetto della persona. In merito ai noti fatti riteniamo inaccettabile quanto accaduto e rinnoviamo pubblicamente ad Alberto tutto il nostro affetto e la solidarietà, già ripetutamente espressa, da tutto il nostro gruppo di lavoro, in privato. Milly e gli Autori di Ballando Con Le Stelle”.

Quelle parole rendono ufficiale un sostegno che, come precisano gli stessi firmatari, era già stato manifestato più volte direttamente a Ravagnani. L’affetto del gruppo, dunque, precedeva il comunicato. Con la nota è arrivata la decisione di esprimerlo anche davanti al pubblico.

A far discutere sono state le domande rivolte da Diaco all’ex sacerdote sulla sua sfera privata e sul suo orientamento sessuale. Durante l’intervista, inoltre, il conduttore ha coinvolto nel discorso proprio Ballando con le Stelle, facendo riferimento a presunte battute che circolerebbero fra le persone impegnate nella trasmissione.

Nella versione esposta da Diaco, all’interno dello staff ci sarebbe la convinzione che Ravagnani sia omosessuale e il desiderio di spingerlo a fare coming out. Si tratta di affermazioni del conduttore su presunte conversazioni altrui: non stabiliscono quale sia l’orientamento di Ravagnani e non dimostrano che il gruppo di Ballando abbia effettivamente esercitato quelle pressioni.

Nelle apparizioni dell’ex sacerdote nel programma di Carlucci, infatti, non risultano domande dirette per ottenere una dichiarazione sul suo orientamento, né sollecitazioni a renderlo pubblico. È questo uno degli elementi che rendono particolarmente delicato il riferimento fatto durante BellaMa’.

Già la sera precedente erano circolate indiscrezioni su una forte irritazione di Milly Carlucci. Il malcontento attribuito alla conduttrice avrebbe riguardato sia l’insistenza sulla vita privata dell’ospite sia il coinvolgimento della sua trasmissione nel ragionamento di Diaco. Una reazione dietro le quinte che resta distinta dalla posizione ufficiale, ora affidata al documento firmato insieme agli autori.

Fra le ipotesi emerse c’è anche quella di uno stop alle prossime partecipazioni dei concorrenti di questa edizione di Ballando con le Stelle a BellaMa’. Il gruppo starebbe valutando di non mandare altri protagonisti nel salotto pomeridiano di Diaco nelle settimane successive. Al momento, però, il presunto veto rimane un’indiscrezione: il comunicato non annuncia una decisione di questo tipo.

La presa di posizione pubblica riguarda invece direttamente Ravagnani. Carlucci e gli autori gli confermano vicinanza, difendono il percorso condiviso e dichiarano il proprio dissenso sull’accaduto. Senza nominare Diaco, mettono per iscritto una distanza precisa rispetto a ciò che è successo durante quell’intervista.

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