Ben rompe con Corona e contesta Falsissimo: «Ho registrato tutto per proteggermi»

Per mesi è stato una voce chiamata in causa da Fabrizio Corona, un collaboratore al quale chiedere di far comparire sullo schermo fotografie e immagini. Ora Ben passa davanti alla telecamera e mette in discussione il progetto al quale ha lavorato. In un filmato di circa quindici minuti, intitolato Falsissimo – Speciale Tutta La Verità, espone accuse sulla costruzione delle puntate, sul trattamento dello staff e sulla gestione delle vendite online. Sono le sue contestazioni, accompagnate da materiali che presenta come elementi a sostegno del racconto.

Il video, pubblicato il 20 ottobre, serve anche a promuovere il suo nuovo e-commerce. Ben lo utilizza però soprattutto per rivendicare un ruolo diverso da quello che il pubblico poteva avergli attribuito. Spiega di non considerarsi un videomaker e nemmeno uno youtuber: la sua competenza, sostiene, è la strategia online. E proprio quel lavoro avrebbe contribuito al successo di Falsissimo, un progetto che, nella sua ricostruzione, avrebbe generato per Corona incassi da milioni di euro attraverso le varie inchieste.

Chi segue il format conosce bene il richiamo «Mettimelo qui, Ben», pronunciato da Corona quando voleva mostrare gli sticker con i volti delle persone di cui stava parlando. Accanto a Ben compare anche Ama, cioè Amanda Batini, compagna di Federico Corona, fratello di Fabrizio, e quindi sua cognata. Quella familiarità tra ordini, interventi tecnici e immagini in sovraimpressione è diventata parte dell’identità del programma. Nel nuovo filmato, invece, Ben abbandona la posizione abituale e racconta ciò che afferma di aver visto lavorando al progetto.

Dice di aver cominciato a registrare telefonate, videochiamate e momenti trascorsi insieme per tutelarsi. La motivazione che offre è il timore di ritrovarsi coinvolto in problemi futuri, accompagnato dalla convinzione che neppure la vicinanza a Corona garantisca protezione. Nel montaggio inserisce anche filmati privati. In uno di questi, Fabrizio parla dell’intenzione di preparare una puntata sui presunti tradimenti di Chiara Ferragni, utilizzando espressioni offensive nei suoi confronti. Il contenuto mostrato riguarda dunque un progetto annunciato da Corona e non dimostra la fondatezza delle accuse sulla vita privata dell’imprenditrice.

Un’altra parte del racconto riguarda chi avrebbe scritto e preparato le puntate. Ben contesta l’immagine di un lavoro costruito soltanto dall’improvvisazione di Corona e indica una squadra alle sue spalle. Cita Cristian Contessa, conosciuto come ConteX, che descrive come il braccio destro di Fabrizio da quindici anni. Fa inoltre il nome di Massimo Cappello, al quale attribuisce un ruolo importante nella propria formazione, definendolo un guru e un maestro. La sua rivendicazione investe quindi sia la strategia del progetto sia il contributo delle persone impegnate nella preparazione dei contenuti.

Le contestazioni più pesanti riguardano però l’autenticità di alcune testimonianze presentate in Falsissimo. Ben sostiene che determinati materiali non corrispondessero alla versione proposta agli spettatori. Tra gli episodi indicati c’è quello relativo a Lamine Yamal, il calciatore del Barcellona: la puntata parlava di una ragazza che affermava di aspettare un figlio da lui e includeva una registrazione attribuita alla giovane. Ben sostiene invece che quella voce appartenesse a Carolina Rossi, collaboratrice storica di Corona. È un’accusa specifica sull’identità della persona ascoltata nell’audio, che resta da distinguere da un accertamento indipendente.

Il secondo caso riguarda Vito Coppola, intervistato da Corona nell’ambito delle accuse di molestie rivolte ad Alfonso Signorini. Ben inserisce nel filmato alcuni passaggi registrati fuori onda e li presenta come esempi di risposte suggerite da Fabrizio all’intervistato prima di essere pronunciate davanti alle telecamere. La sua tesi è che quei momenti mettano in discussione la spontaneità della testimonianza. Il significato che attribuisce alle immagini è parte della sua ricostruzione e non consente, da solo, di considerare provate o smentite tutte le accuse al centro della vicenda.

A questo aggiunge un documento che presenta come una copia della denuncia depositata da Coppola contro Corona. La contestazione descritta riguarda la presunta assenza di verifiche sull’attendibilità delle fonti impiegate nel cosiddetto “Signorini Gate”. Anche questo passaggio viene utilizzato da Ben per sostenere le proprie obiezioni al metodo di lavoro del programma: non soltanto ciò che sarebbe stato detto davanti alla telecamera, ma anche i controlli effettuati prima di trasformare determinate dichiarazioni in contenuti pubblici.

Nel finale, il discorso si allarga alla gestione economica. Ben parla di compensi che non sarebbero stati versati allo staff e di prodotti acquistati attraverso l’e-commerce che non sarebbero stati spediti. Il filmato si chiude poi con un avvertimento: afferma di disporre di venti terabyte di materiale, tra conversazioni, registrazioni, videochiamate e documenti legali, conservati in una cassetta di sicurezza. È la quantità che dichiara di aver raccolto e custodito a propria tutela. Dopo mesi trascorsi dietro le quinte, la sua uscita pubblica porta così al centro dell’attenzione accuse che riguardano direttamente la realizzazione di Falsissimo e i rapporti di lavoro intorno al progetto.

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