Lucarelli riapre il capitolo Bazzi: dall’aiuto iniziale all’accusa di ingratitudine

Per Selvaggia Lucarelli, il punto rimasto irrisolto è ciò che sarebbe successo dopo avergli dato una mano. Durante il podcast Non Lo Faccio X Moda, ospite di Giulia Salemi, ha ripercorso il rapporto con Jonathan Bazzi: dall’entusiasmo per i suoi primi scritti alle offese che sostiene di aver ricevuto successivamente. Un episodio lontano nel tempo, che oggi torna a raccontare parlando di un comportamento sul quale dice di non riuscire a passare sopra: l’ingratitudine.

All’origine c’è una lettera pubblicata su Facebook nel 2016. Lucarelli aveva letto quel testo, ne era rimasta colpita e aveva chiesto all’autore il consenso per condividerlo. Bazzi non era ancora uno scrittore conosciuto. Scriveva sui social e le aveva inviato alcuni suoi lavori, che lei aveva giudicato abbastanza belli da volerli proporre anche al proprio pubblico.

La presentazione che accompagnava la lettera era piena di apprezzamento. Lucarelli sottolineava la capacità di raccontare periferie, omosessualità ed esperienze di vita, lodando sia il contenuto sia la qualità della scrittura. Il suo intervento era un invito esplicito a prestare attenzione a quella voce ancora poco nota.

Nel ricostruire quei giorni, Lucarelli racconta che alla pubblicazione seguirono numerosi messaggi e complimenti rivolti a Bazzi. Aggiunge che lo scrittore venne poi contattato da una piccola casa editrice. Il percorso letterario di Jonathan sarebbe proseguito con il primo libro, la candidatura al Premio Strega e l’affermazione come autore.

È sul seguito del loro rapporto, però, che il racconto cambia tono. Lucarelli sostiene che Bazzi, dopo quel sostegno iniziale, abbia cominciato a scrivere commenti molto pesanti nei suoi confronti. Tra gli esempi cita anche un insulto rivolto al suo corpo. Un attacco che, nella sua ricostruzione, non avrebbe avuto una spiegazione: ancora oggi afferma di non sapere che cosa avesse provocato quell’ostilità.

La vicenda diventa così parte di una riflessione più ampia sulle persone che ha aiutato. Lucarelli si descrive come generosa, pur scegliendo con attenzione a chi dedicare tempo e visibilità. Dice però di aver vissuto più volte la stessa delusione: vedere qualcuno per cui si era spesa assumere in seguito un atteggiamento ostile nei suoi confronti. Il caso Bazzi è l’esempio concreto che sceglie di portare durante la conversazione.

Ci sarebbe stato anche un tentativo di riavvicinamento, arrivato anni dopo. A cercarla, racconta, sarebbe stato Jonathan, quando aveva già acquisito notorietà. Lei sostiene invece di non avergli mai scritto per chiedere spiegazioni sugli attacchi. Quel nuovo contatto non le avrebbe trasmesso una reale intenzione di scusarsi.

Su questo passaggio Lucarelli esprime una propria interpretazione: aveva pensato che il tentativo di recuperare il rapporto nascesse dal timore che lei rendesse pubblico l’episodio. Non è una motivazione accertata o riconosciuta da Bazzi, ma il significato che lei attribuisce a quel gesto. Aggiunge di aver tenuto per sé la vicenda fino a quel momento e conclude ridimensionando il peso che le dà oggi, sostenendo di riuscire ormai a riderne.

Resta dunque un racconto fatto da Lucarelli sulla loro conoscenza e sul suo deterioramento. Bazzi, contattato per una replica, al momento non ha rilasciato dichiarazioni. Alla sua versione dei fatti non si affianca quindi, per ora, una risposta dello scrittore.

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