Corona pubblica il video e respinge le accuse: sul caso De Martino le versioni si scontrano

Un filmato girato in auto, un intervento dei carabinieri e una domanda ancora aperta: chi stava seguendo Fabrizio Corona nel centro di Milano la sera del 14 ottobre 2026? Nell’arco di 48 ore sono emerse tre ricostruzioni diverse. Corona sostiene di essersi messo sulle tracce di persone che lo avrebbero aggredito. Un’altra versione indica invece Stefano De Martino, che quella sera si sarebbe trovato in moto. Selvaggia Lucarelli contesta apertamente il racconto di Fabrizio, mentre il conduttore non è intervenuto pubblicamente.

La prima ricostruzione circolata giovedì mattina, 15 ottobre, riguardava soprattutto il controllo stradale. Corona non avrebbe rispettato l’alt di una pattuglia e i carabinieri lo avrebbero seguito per circa 700 metri, fino a riuscire a fermarlo. L’episodio si sarebbe concluso con una denuncia per guida senza patente e fuga pericolosa. Quel racconto, però, non chiariva ancora che cosa fosse successo prima dell’intervento né chi fosse la persona che il cinquantaduenne stava cercando di raggiungere.

Nella serata del 15 ottobre, il fondatore di Falsissimo ha deciso di rispondere attraverso Telegram. Ha respinto le ricostruzioni circolate e pubblicato un video registrato durante la notte precedente, presentandolo come la prova della propria versione. Nel suo intervento ha accusato chi aveva raccontato l’accaduto di aver diffuso informazioni false per attirare attenzione.

La spiegazione di Corona parte dall’aggressione del 10 ottobre, per la quale afferma di aver sporto denuncia. A suo dire, alcune delle persone coinvolte sarebbero tornate sotto la sua abitazione, avrebbero preso a calci il citofono e avrebbero anche tentato di derubarlo. È a quel punto, sostiene, che sarebbe sceso e salito in macchina per seguirle. Nel descriverle ha usato riferimenti alla provenienza calabrese e all’immigrazione: definizioni presenti nel suo racconto, non elementi verificati autonomamente.

Corona afferma che l’intervento delle forze dell’ordine avrebbe interrotto proprio quell’inseguimento, consentendo alle persone da lui indicate di allontanarsi. La sua protesta si allarga così alla gestione della vicenda: accusa lo Stato di non averlo protetto dopo la precedente aggressione e presenta quanto accaduto come un’ulteriore violenza subita. Ai suoi iscritti chiede di guardare e condividere il filmato, ribadendo di non avere intenzione di fermarsi o restare in silenzio.

Nella registrazione c’è però un particolare che richiama l’attenzione. Mentre nel messaggio di accompagnamento parla di più persone, durante il tragitto fa riferimento a un singolo individuo. Chiede dove sia andato, domanda se abbia svoltato a destra prima di San Babila e cerca conferme sull’identità di chi si sta muovendo nel traffico. Questa differenza tra il racconto e le parole registrate non permette, da sola, di stabilire chi fosse la persona seguita, ma resta uno dei punti controversi della vicenda.

La ricostruzione alternativa colloca invece De Martino al centro dell’episodio. Corona, al volante del suo SUV, avrebbe seguito il presentatore di Affari Tuoi, che viaggiava su una moto nella notte tra il 14 e il 15 ottobre. Sarebbe stato proprio il conduttore a contattare i carabinieri, segnalando un’automobile che lo stava seguendo con una guida ritenuta spericolata. Si tratta di una versione incompatibile, sul punto principale, con quella sostenuta da Fabrizio.

Anche Selvaggia Lucarelli ha preso posizione, affermando che l’obiettivo dell’inseguimento fosse Stefano e respingendo come falsa la spiegazione diffusa da Corona su Telegram. Ha inoltre sostenuto che, al momento del controllo, Fabrizio fosse privo di patente. Le sue dichiarazioni aggiungono una contestazione esplicita alla difesa del cinquantaduenne, senza eliminare la necessità di distinguere le accuse dai fatti accertati.

Alla data del 16 ottobre, Stefano De Martino non aveva commentato pubblicamente né il presunto inseguimento né la telefonata ai carabinieri che gli viene attribuita. Il video è quindi entrato nel confronto senza risolverlo: Corona lo propone a sostegno della propria difesa, mentre la ricostruzione che coinvolge il conduttore resta al centro delle contestazioni. L’identità della persona seguita e la sequenza che ha portato al controllo continuano a essere i passaggi decisivi.

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