Luca Burini e Daniele Lorusso, una settimana da dimenticare a Milano: i due episodi raccontati sui social

Nell’arco di pochi giorni, Luca Burini e Daniele Lorusso hanno vissuto due esperienze molto difficili per le strade di Milano. Le vicende sono separate e si sono svolte in momenti diversi, ma entrambe si sono concluse con la sottrazione di oggetti personali.

A riportare le rispettive ricostruzioni sono stati proprio i due protagonisti. Burini ha descritto un episodio avvenuto alle prime ore del mattino, mentre Lorusso ha raccontato ciò che gli è capitato poco dopo la mezzanotte, mentre rientrava da una cena insieme a un’amica.

Il caso che ha coinvolto Luca Burini avrebbe avuto conseguenze particolarmente pesanti. Il giornalista ha spiegato di essere stato circondato da tre giovani poco più che ventenni e colpito ripetutamente al volto.

Luca Burini circondato alle sei del mattino

Burini, giornalista e nuovo direttore di Novella 2000, ha ricostruito la sequenza dei fatti attraverso un messaggio pubblicato sui social e un racconto affidato alle pagine del suo giornale.

Tutto sarebbe accaduto intorno alle sei del mattino a Milano. Tre ragazzi si sarebbero avvicinati, lo avrebbero accerchiato e poi spinto contro un muro.

A quel punto sarebbero arrivati circa venti pugni al volto. L’obiettivo iniziale, sempre in base al racconto di Burini, sarebbe stato quello di sottrargli ciò che aveva con sé, ma i tre avrebbero continuato a colpirlo anche oltre quel momento.

Burini ha descritto la scena con parole molto dure, affermando di aver percepito negli aggressori soltanto «fame di sangue».

Il ricordo di quei minuti è rimasto estremamente vivido. Il giornalista ha raccontato di sentire ancora in bocca il sapore del sangue e di ricordare chiaramente il rumore della camicia che si strappava mentre cercava di liberarsi.

Nonostante quanto accaduto, è riuscito ad allontanarsi e a rivolgersi alle autorità. Anche questo passaggio, però, ha richiesto molto tempo.

Oltre cinque ore per presentare denuncia

Burini ha spiegato di aver trascorso più di cinque ore in commissariato prima di riuscire a formalizzare la denuncia.

Dopo un’esperienza tanto violenta, gli è stato detto che le conseguenze emotive potrebbero manifestarsi anche a distanza di tempo. Per il momento, però, il giornalista vuole continuare a condurre normalmente la propria vita.

«Mi dicono che il trauma prima o poi si farà sentire. Per ora vivo e basta. Non ho intenzione di farmi condizionare la quotidianità da tre delinquenti», ha dichiarato.

La sua posizione è netta. Pur essendo consapevole del peso di quanto vissuto, Burini non vuole permettere che quelle persone continuino a influenzare le sue abitudini o a limitare la sua libertà.

Ha scelto di parlare pubblicamente anche per non ridurre l’episodio a una vicenda privata. Il suo racconto mostra quanto rapidamente una situazione ordinaria possa trasformarsi in qualcosa di completamente diverso.

 

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L’episodio vissuto da Daniele Lorusso

All’inizio della settimana precedente, anche Daniele Lorusso aveva raccontato una vicenda simile. Il make-up artist e creator, conosciuto online con il nome di Mr Daniel, stava tornando a casa dopo una cena.

Con lui c’era un’amica. Era da poco passata la mezzanotte, ma la zona non appariva deserta o particolarmente isolata.

Alcuni bar avevano ancora le luci accese. Per strada c’erano passanti e piccoli gruppi di persone. Nulla sembrava suggerire che potesse accadere qualcosa nel giro di pochi istanti.

Mentre camminava, Daniele ha notato due ragazzi seduti ai tavolini esterni di un locale ormai chiuso. I due lo osservavano in modo insistente.

Lorusso ha percepito immediatamente che qualcosa non andava. Per istinto ha aumentato il passo e ha riposto il telefono nella tasca.

«Mi rendo conto che mi stanno osservando fisso. Di riflesso accelero il ritmo e ripongo il telefono in tasca», ha spiegato.

Le tre collane strappate

Pochi secondi dopo, i due giovani si sono alzati e hanno iniziato a muoversi nella sua direzione.

Uno di loro si è avvicinato al collo del creator con un atteggiamento che Lorusso ha descritto come incredibilmente disinvolto. Con un gesto rapido e molta forza, gli ha portato via tutte e tre le collane che indossava.

Daniele è rimasto immobile, incapace di reagire nell’immediato. La velocità dell’azione lo ha lasciato completamente pietrificato.

«Uno dei due, con una nonchalance che ancora oggi mi impressiona, mi mette le mani vicino al collo e con una forza assurda mi strappa tutte e tre le collanine che avevo addosso. Sono rimasto completamente pietrificato», ha raccontato.

L’amica che era con lui ha cominciato a gridare e a chiedere aiuto. Proprio in quel momento, una pattuglia della Polizia stava passando nelle vicinanze.

Gli agenti hanno fatto salire Daniele e l’amica sull’automobile di servizio, quindi hanno iniziato a seguire i due uomini nel tentativo di raggiungerli.

L’inseguimento con la Polizia

Lorusso ha ricordato di essere rimasto seduto nella parte posteriore dell’auto, ancora profondamente scosso. Il collo gli bruciava a causa del gesto con cui gli erano state strappate le collane.

«Io ero seduto dietro, con il collo che mi bruciava tantissimo, completamente sotto shock», ha spiegato.

Gli agenti sarebbero riusciti a fermare uno dei due uomini. Quando è stato raggiunto, però, non aveva con sé le collane sottratte al creator.

Daniele ha voluto sottolineare quanto fosse ordinario il contesto in cui tutto è avvenuto. Non si trovava in una strada buia e deserta, né particolarmente lontano da casa.

Era in una zona ancora frequentata, circondato da altre persone e a pochi minuti dalla propria abitazione. Proprio questo dettaglio lo ha colpito più di ogni altro.

Il messaggio rivolto ai follower

Fino al giorno prima, anche Lorusso avrebbe probabilmente pensato che un’esperienza simile non potesse riguardarlo. Poi tutto è accaduto in pochi secondi.

Il creator non vuole creare allarmismo né invitare le persone a vivere costantemente nella paura. Allo stesso tempo, ritiene sbagliato ignorare episodi di questo tipo.

«Fino a ieri anche io avrei pensato: a me non è mai successo niente. Poi succede. In pochi secondi. In una strada ancora piena di persone. A pochi minuti da casa», ha scritto.

Daniele ha aggiunto che è triste dover riconoscere anche questo aspetto di Milano. Fingere che determinate situazioni non esistano, però, non rende nessuno più sicuro.

Per questo ha concluso il proprio messaggio con un invito semplice e diretto: prestare attenzione a ciò che accade intorno.

Due storie diverse, lo stesso scenario

Non esiste un legame diretto tra gli episodi vissuti da Luca Burini e Daniele Lorusso. Sono avvenuti in giorni e orari differenti, con modalità diverse.

Entrambi, tuttavia, si sono verificati a Milano in circostanze che inizialmente non sembravano destare particolari preoccupazioni.

Burini si è trovato davanti tre giovani alle sei del mattino. Lorusso era invece in una strada ancora frequentata dopo mezzanotte e camminava insieme a un’amica.

Nessuno dei due si aspettava di diventare il bersaglio di una rapina. Eppure sono bastati pochi momenti perché la situazione cambiasse radicalmente.

Hanno deciso di rendere pubbliche le loro esperienze per informare chi li segue e invitare tutti a mantenere alta l’attenzione, senza diffondere panico.

I loro racconti restituiscono un’immagine poco rassicurante della città. Una Milano in cui due persone, nel giro di una sola settimana, si sono trovate coinvolte in episodi capaci di lasciare conseguenze fisiche ed emotive profonde.

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