Per Romano Prodi il giorno del suo 87esimo compleanno è stato segnato da una perdita familiare profonda. Maria Pia Prodi, sorella dell’ex presidente del Consiglio e apprezzata neuropsichiatra, è scomparsa a 100 anni dopo una vita trascorsa tra medicina, volontariato e dedizione ai propri cari.
Aveva raggiunto il traguardo del secolo soltanto il 1° agosto. Una settimana più tardi, l’8 agosto, la famiglia ha comunicato la sua scomparsa. Gli ultimi tempi erano stati accompagnati dagli inevitabili problemi di salute dovuti all’età, ma Maria Pia non era mai rimasta sola: attorno a lei erano presenti le persone che aveva amato e sostenuto per tutta la vita.
Romano Prodi ha affidato il proprio dolore a poche parole, semplici ma cariche di affetto: “Ha avuto una vita lunga, ricca di affetti e anche di realizzazioni. Fino all’ultimo giorno è stata circondata dall’affetto dei suoi cari”.
Nessun lungo discorso, soltanto il ritratto essenziale di una donna che aveva attraversato un intero secolo costruendo legami e raggiungendo importanti risultati professionali. Anche davanti a una perdita prevedibile per ragioni anagrafiche, il momento del distacco ha colpito duramente tutti i familiari.
Nel messaggio funebre, la sorella Fosca, i fratelli Romano e Franco con Laura, le cognate Gisella, Sandra e Anna, insieme a nipoti e pronipoti, hanno espresso gratitudine per tutto l’amore ricevuto da Maria Pia.
La famiglia l’ha ricordata con parole che racchiudono il senso della sua esistenza: “Il giorno 8 Agosto è mancata all’affetto dei suoi cari Maria Pia Prodi, di anni 100. Ne danno il triste annuncio la sorella Fosca, i fratelli Romano e Franco con Laura, le cognate Gisella, Sandra e Anna, tutti i nipoti e pronipoti, grati per il grande affetto ricevuto. Medico premuroso del corpo e delle anime, si è prodigata per pazienti e familiari riversando su tutti un grande amore”.
I messaggi di cordoglio hanno sottolineato soprattutto ciò che Maria Pia ha rappresentato per Reggio Emilia. Pierluigi Castagnetti, già parlamentare ed europarlamentare del Partito Democratico, ha ricordato il valore del suo lavoro come medico primario dell’istituto De Sanctis al San Lazzaro.
“La città di Reggio Emilia deve esserle grata per il tanto bene che ha fatto come medico primario dell’istituto De Sanctis al San Lazzaro, ma anche perché, soprattutto dopo la morte dei genitori e, da ultimo del fratello Quintilio, è stata fino all’ultimo la testimone della orgogliosa ‘reggianità’ della straordinaria famiglia Prodi”, ha scritto Castagnetti.
Nata nel 1926 a Scandiano, Maria Pia era la seconda di nove figli. Cresciuta all’interno di una famiglia numerosa, diventò nel tempo uno dei suoi punti di riferimento più solidi, senza rinunciare a costruire una carriera in un periodo nel quale per una donna affermarsi nel mondo della sanità richiedeva uno sforzo ancora maggiore.
Con tenacia riuscì a imporsi professionalmente fino a diventare primario neuropsichiatra dello storico Ospedale San Lazzaro di Reggio Emilia. Il suo lavoro, tuttavia, non si limitava alle diagnosi e ai trattamenti. Per molti pazienti e per le loro famiglie era una figura capace di offrire ascolto, comprensione e vicinanza.
La definizione di medico del corpo e delle anime non era soltanto un omaggio simbolico. Maria Pia considerava la cura una responsabilità che andava oltre l’orario di servizio e proseguì ad assistere gratuitamente persone bisognose anche dopo il pensionamento.
Alla medicina affiancò un forte impegno sociale e diverse missioni di volontariato sanitario in Africa. Portò quindi la propria esperienza lontano da casa, mettendola a disposizione di chi disponeva di meno risorse e possibilità di ricevere assistenza.
La stessa generosità caratterizzava la sua vita privata. Per fratelli, cognate, nipoti e pronipoti, Maria Pia era l’anima della famiglia. La sua abitazione rimase per decenni un luogo aperto e rassicurante, dove ritrovarsi e sentirsi sempre accolti.
A Natale, quella casa diventava il punto d’incontro della grande famiglia Prodi. Generazioni diverse si riunivano attorno a lei, che custodiva rapporti, tradizioni e ricordi, soprattutto dopo la perdita dei genitori e, più recentemente, del fratello Quintilio.
L’ultimo saluto è stato fissato per lunedì 10 agosto. Il corteo partirà alle 8:30 dalla Casa Funeraria Reverberi di via Terezin 21, a Reggio Emilia, e raggiungerà la chiesa parrocchiale di San Ruffino di Scandiano, dove sarà celebrata la funzione religiosa.
Dopo la cerimonia, Maria Pia Prodi verrà accompagnata al cimitero locale per la sepoltura. Tornerà così nella sua Scandiano, il luogo in cui era nata e dal quale era partito il cammino di una donna capace di lasciare un ricordo profondo nella medicina, nella comunità e nella sua grande famiglia.
