Manuel Bortuzzo ritrova la carrozzina inutilizzabile dopo il volo: il suo sfogo diventa una battaglia collettiva

Manuel Bortuzzo è tornato da un viaggio di otto giorni tra Zanzibar e Tanzania e ha trovato ad attenderlo una situazione che avrebbe potuto lasciarlo senza alcuna possibilità di muoversi. La sua carrozzina, affidata alla compagnia Ethiopian Airlines, gli è stata riconsegnata gravemente danneggiata e spezzata.

L’ex nuotatore ha mostrato pubblicamente le condizioni dell’ausilio attraverso fotografie e filmati. Prima ha raccontato l’episodio nelle storie di Instagram, poi ha deciso di pubblicare un contenuto permanente sul proprio profilo affinché la vicenda non scomparisse dopo poche ore.

La sua intenzione non è stata soltanto quella di raccontare un problema personale. Manuel ha voluto richiamare l’attenzione su una difficoltà che molte persone con disabilità affrontano durante i viaggi e che troppo spesso viene liquidata come un semplice inconveniente.

La carrozzina restituita in condizioni inutilizzabili

Per chi la utilizza ogni giorno, una carrozzina non è un oggetto che può essere sostituito facilmente o lasciato da parte in attesa di una riparazione. È uno strumento essenziale per spostarsi, lavorare e affrontare anche le attività più comuni.

Bortuzzo lo ha spiegato con parole dirette, sottolineando il valore concreto e personale di questi ausili.

– Sono le nostre gambe, la nostra libertà.

Le immagini pubblicate mostrano chiaramente le parti spezzate e i danni riportati durante il trasferimento. In quelle condizioni, la carrozzina non poteva più essere utilizzata normalmente.

Di fronte a ciò che aveva trovato al rientro, Manuel ha pensato a uno scenario ancora più difficile. Se la stessa cosa fosse successa all’inizio del viaggio, avrebbe dovuto trascorrere otto giorni lontano da casa senza lo strumento necessario per muoversi.

Il giovane riconosce di aver avuto la possibilità di gestire l’emergenza e, per questo, si considera fortunato. La sua preoccupazione è rivolta soprattutto a chi non dispone di alternative immediate, risorse economiche o persone capaci di intervenire rapidamente.

 

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Dopo le prime storie pubblicate su Instagram, il suo profilo è stato raggiunto da moltissimi messaggi. Diverse persone gli hanno raccontato di aver vissuto situazioni simili, trasformando l’episodio da esperienza individuale a problema condiviso.

Le testimonianze ricevute hanno rafforzato la convinzione di Bortuzzo che non si possa parlare soltanto di una spiacevole disavventura. Il tema riguarda il rispetto, l’accessibilità e la libertà personale di chi dipende quotidianamente da questi strumenti.

L’intervento dell’attivista allarga il dibattito

Tra i numerosi commenti ne è comparso uno scritto da un’attivista con disabilità. La ragazza ha invitato Manuel a continuare a utilizzare la propria popolarità per parlare degli ostacoli affrontati ogni giorno da tante persone.

La carrozzina danneggiata durante il viaggio, ha sottolineato, sarebbe soltanto “la punta di un iceberg”. Le difficoltà, infatti, non si limitano agli aeroporti o al trasporto aereo.

Gli ostacoli possono emergere quando si cerca di assistere a un concerto, entrare in un locale, trovare una casa adeguata oppure ottenere risorse sufficienti per l’assistenza personale. Situazioni diverse, ma tutte capaci di ridurre l’autonomia.

Per l’attivista, considerare questi episodi come casi isolati impedisce di vedere la questione nel suo insieme. Il vero problema sarebbe rappresentato da spazi ancora inaccessibili e da un’organizzazione sociale che non riesce a garantire a tutti le medesime opportunità.

La giovane ha incoraggiato Bortuzzo ad avvicinarsi maggiormente alle associazioni e alle persone che lavorano da anni sui temi dell’abilismo, dell’accessibilità e delle discriminazioni. Gli ha inoltre suggerito alcune letture per approfondire gli argomenti.

La vita di Manuel dopo il 2019

La quotidianità di Manuel Bortuzzo è cambiata nel febbraio 2019. A Roma venne colpito per uno scambio di persona e il proiettile gli provocò una lesione al midollo spinale che rese necessario l’uso della carrozzina.

Da quel momento l’ex nuotatore ha condiviso pubblicamente molte tappe del proprio percorso. È diventato uno dei volti più riconoscibili dello sport paralimpico italiano e ha spesso raccontato le difficoltà, i progressi e i cambiamenti affrontati dopo quella notte.

Questa volta ha scelto di usare la propria visibilità per una questione che coinvolge anche tante persone lontane dai riflettori. Non tutti, infatti, possiedono gli stessi mezzi per sostituire rapidamente un ausilio o trovare una soluzione temporanea.

Il suo messaggio si conclude con una presa di posizione netta. Per Manuel, nel 2026 non è accettabile che uno strumento indispensabile venga maneggiato senza la dovuta attenzione.

– Per la gravità della cosa tutto questo non può passare inosservato.

Il racconto di Bortuzzo ha così superato rapidamente i confini della sua esperienza. Le reazioni ricevute hanno mostrato quanto il problema sia diffuso e quanto un singolo episodio possa portare alla luce difficoltà che molte persone vivono quotidianamente senza poterle raccontare a un pubblico così vasto.

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