Paola Turci è tornata a parlare di sé in un momento di forte cambiamento. A 61 anni, la cantautrice ha rimesso al centro la musica, Roma e una libertà che sembra aver riconquistato poco alla volta. Il nuovo brano Vita Mia, scritto in appena due mesi, anticipa l’album e per lei ha il sapore netto di una ripartenza.
Questa nuova fase arriva dopo la fine del matrimonio con Francesca Pascale, una separazione molto commentata che Paola oggi racconta con parole dirette. Le due sono state sposate per due anni, ma il loro legame era iniziato prima. Una storia intensa, finita però tra distanze, tensioni e versioni diverse di ciò che è accaduto.
Turci ammette che il ritorno a Roma ha avuto un peso enorme nel suo equilibrio. Per lei, donna profondamente metropolitana, i cinque anni vissuti nella campagna toscana non sono stati semplici come potevano apparire da fuori. “Non me ne rendevo conto, ma da metropolitana quale sono, i cinque anni vissuti nella Toscana bucolica mi sono pesati”, ha spiegato.

Quando parla della separazione, Paola non usa toni drammatici. Anzi, sorprende con una confessione molto netta: “A dire la verità, dopo due giorni dalla separazione ero felice. Forse un po’ disorientata ma woooah”. Poi chiarisce che prima della rottura definitiva c’erano già state fasi complicate, stagioni difficili e quello che lei definisce “un inverno prolungato”.
La fine del matrimonio, però, non le ha lasciato una ferita ancora aperta. Se una cicatrice c’è stata, racconta, ormai si è richiusa. All’inizio alcune frasi e alcune bugie l’hanno colpita e infastidita, ma col tempo ha scelto di lasciar andare. Non per cancellare tutto, ma per non restare bloccata in quel dolore.
Paola conferma anche una parola già usata da Francesca Pascale per descrivere la loro relazione: tossica. Secondo la cantautrice, questo aspetto era reale. Le incomprensioni erano diventate sempre più forti e tra loro si era allargata una distanza fatta di opinioni, visioni e modi diversi di stare nella vita. Una frattura che all’inizio non sembrava esistere.

Su alcune dichiarazioni dell’ex moglie, però, Turci risponde con fermezza. Francesca aveva detto che Paola disprezzava Berlusconi, ma non il fatto di vivere in casa sua con il suo denaro. La replica della cantante è chiara: sostiene di aver sempre vissuto grazie al proprio lavoro, di essere sempre stata autonoma e di aver desiderato una casa che sentisse davvero sua.
Proprio quel punto sembra aver pesato molto. Paola racconta che, pur essendo sposata, avrebbe voluto vivere in un luogo che fosse anche suo. Nel casale, invece, si sentiva ospite. Una parola semplice, ma pesante, perché dice molto del disagio vissuto dentro una quotidianità che agli occhi degli altri poteva sembrare perfetta.
La cantautrice è abituata all’attenzione pubblica, ma non si è mai davvero abituata ai paparazzi. Francesca Pascale l’aveva incuriosita dopo un’intervista televisiva, poi il rapporto era nato quasi all’improvviso. Paola racconta che Francesca si era presentata e l’aveva corteggiata, conquistandola con simpatia, intelligenza e prontezza.
Per Turci, quello è stato un innamoramento particolare. Dice che forse è stata la prima e l’ultima volta in cui si è innamorata di una donna, ma non certo la prima in cui si è innamorata di una persona. Una distinzione che per lei conta, perché rimette al centro il sentimento più che le etichette.

Paola smentisce anche l’idea di essere stata gelosa quando Francesca, durante un’intervista, aveva lanciato una frase di corteggiamento alla conduttrice. Secondo lei, tutto è stato frainteso, compreso un suo post che diceva “non sono gelosa ma”. La gelosia, sostiene, apparteneva più all’ex moglie che a lei.
Oggi tra Paola e Francesca non c’è amicizia. La cantautrice racconta di essere una persona pacifica e di aver provato a contattarla, anche senza grandi slanci, ma senza riuscirci. Dal primo giorno, dice, Francesca avrebbe fatto muovere i suoi avvocati e lei si sarebbe regolata di conseguenza. Ora il dialogo passa solo attraverso i legali.
C’è anche un accordo di riservatezza che le impedisce di raccontare tutto. Paola sottolinea però che, quando l’ex ha iniziato a parlare pubblicamente, lei si è trovata costretta a inviarle delle diffide. Un dettaglio che fa capire quanto la separazione non sia stata solo emotiva, ma anche molto delicata sul piano legale.
Tra le parti più dolorose c’è quella legata ai cani. Paola non può vedere Lupo, il suo cane, che vive con Francesca. Ma il dolore riguarda anche gli altri dieci cani con cui ha condiviso anni di vita, casa e sonno. Non erano semplici presenze domestiche: erano parte della sua quotidianità.
Nel contratto di separazione, racconta, aveva rinunciato a restare temporaneamente in una delle case dell’ex pur di poter vedere i cani due volte al mese. Poi, secondo la sua versione, gli incontri sarebbero diventati complicati, rimandati, fino a una comunicazione arrivata poco prima di una visita fissata. A quel punto, dopo mesi di tentativi, Paola ha scelto di chiudere con un taglio netto.
La decisione più difficile è stata lasciare Lupo nel branco in cui era cresciuto da quando aveva pochi mesi. Turci dice di averlo fatto per non fargli un torto, ma il vuoto è rimasto enorme. Oggi le restano soltanto alcune foto sul cellulare e un dolore che non prova nemmeno a nascondere.
Quanto al futuro sentimentale, Paola non immagina un terzo matrimonio. Il primo era stato con Andrea Amato, giornalista e autore, il secondo con Francesca Pascale. Questa volta, dice, non ci pensa proprio. Con Francesca si era sposata per amore, anche se secondo il suo racconto era stata l’ex a desiderare le nozze già dopo sei mesi dalla loro conoscenza.
Curiosamente, quando parla di lei, Paola evita quasi sempre di chiamarla per nome. Dice che forse è così perché non fa più parte della sua vita. Poi gioca persino sul cognome, chiamandola “Francesca Pasc.. Pasquale”, sperando che almeno quel piccolo sorriso riesca a passare. Dopo tanta tensione, è forse il suo modo più secco per dire che una pagina si è davvero chiusa.
