Al Bano rompe il silenzio e difende Jasmine: “Io stesso insultato per il colore della pelle”

La questione è esplosa davanti a tutti. E questa volta Al Bano non è rimasto in silenzio. In tv ha deciso di intervenire dopo le polemiche che hanno colpito sua figlia Jasmine per la relazione con Haitam, giovane stylist milanese di origini straniere.

Tutto è partito dai commenti ricevuti dalla 24enne, che nei giorni scorsi aveva raccontato di essere rimasta profondamente colpita dalle reazioni. Non si aspettava un’ondata così dura. Messaggi pesanti, giudizi legati all’aspetto e alle origini del suo fidanzato. Una situazione che l’ha messa in difficoltà.

In collegamento con lo studio, Al Bano ha preso parola con tono diretto. Ha chiarito subito di non conoscere personalmente il ragazzo, ma ha spostato l’attenzione su altro. Non il colore della pelle, non le etichette. Per lui conta una sola cosa: l’umanità. E lo ha detto chiaramente anche alla figlia, invitandola a non lasciarsi condizionare da chi giudica.

Poi ha fatto un passo indietro nel tempo. Ha raccontato qualcosa di personale, che molti non conoscevano o avevano dimenticato. Nei suoi primi anni, anche lui è stato bersaglio di pregiudizi. Per il suo aspetto, per il colore della pelle, per le sue origini. Lo chiamavano “marocchino”, perfino nel suo paese veniva etichettato come “il moretto”.

Non lo ha raccontato con rabbia, ma con una certa lucidità. Ha spiegato che le difficoltà esistono solo se si permette loro di diventare più grandi di quello che sono. Il suo modo di affrontarle è sempre stato uno: reagire, non piegarsi. “Io sono il problema per i problemi”, ha detto, lasciando intendere una filosofia che lo accompagna da sempre.

Jasmine ha seguito tutto da casa. Ha apprezzato le parole del padre e lo ha fatto sapere subito. Ma ha anche ammesso che, nonostante quell’intervento, gli attacchi non si sono fermati. Il clima resta teso, e la pressione continua.

Dietro questa storia non c’è solo una relazione sentimentale. C’è uno scontro tra mentalità, tra chi giudica e chi cerca semplicemente di vivere la propria vita. E in mezzo, una famiglia che si espone e decide di non restare in silenzio.

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