Bianca Balti riparte dopo la malattia e sorprende tutti: “Ora voglio cambiare davvero le cose”

Non è solo un nuovo capitolo. Per Bianca Balti è una vera ripartenza. Dopo aver affrontato e superato il cancro, la top model 42enne si presenta a Milano con uno sguardo diverso, più determinato, più consapevole. Tailleur scuro, postura elegante, e accanto a lei Alessandro Cutrera, l’uomo che le è stato vicino in questo percorso.

Quel giorno non è passato inosservato. Con la firma su un documento importante, Bianca ha dato ufficialmente vita alla sua fondazione, Mind Your Cancer. Un progetto che nasce da un’esperienza personale intensa e che oggi prende forma concreta davanti agli occhi di tutti.

L’emozione è evidente, ma anche la chiarezza delle idee. Bianca racconta che questa iniziativa non vuole limitarsi a parlare di cure mediche. L’obiettivo è molto più ampio: mettere al centro la persona, con tutto ciò che comporta affrontare una malattia così complessa. Non solo il corpo, ma anche la mente, le paure, il percorso quotidiano che coinvolge pazienti e chi sta loro accanto.

Durante il periodo più difficile, proprio quell’idea le ha dato forza. Pensare di poter trasformare il dolore in qualcosa di utile è stato, per lei, un appiglio fondamentale. Oggi quella spinta interiore si è trasformata in un progetto concreto, con un messaggio chiaro: nessuno deve sentirsi solo in un momento del genere.

Davanti ai giornalisti, Bianca spiega con lucidità quali saranno i prossimi passi. La fondazione si concentrerà sulla qualità della vita dei pazienti oncologici, sul benessere psicologico e sulla creazione di una rete di supporto reale. Non solo assistenza, ma anche formazione e sensibilizzazione, in collaborazione con realtà sanitarie, istituzioni e organizzazioni del terzo settore.

Non manca un approccio strutturato. Mind Your Cancer potrà sostenere iniziative già esistenti, finanziandole e accompagnandole nel loro sviluppo. A supporto ci sarà anche un comitato medico-scientifico, chiamato a valutare e guidare le attività nel tempo.

Bianca parla anche della sua esperienza personale, senza filtri. Ricorda di aver dovuto cercare da sola un supporto psicologico durante il suo percorso a Los Angeles, perché non le era stato proposto. Un aspetto che oggi considera fondamentale e che vuole rendere accessibile a tutti.

Il suo sguardo è rivolto al futuro. Dice di avere grandi ambizioni, di voler costruire qualcosa che possa davvero fare la differenza. Non solo per chi è malato, ma per tutto ciò che ruota intorno a quella condizione.

E dopo la firma, arriva anche il momento della leggerezza. Bianca e Alessandro festeggiano insieme, consapevoli che quello è solo il primo passo di un progetto molto più grande.

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