Federica Pellegrini rompe il silenzio: il lato oscuro nascosto dietro le medaglie e la lotta segreta durata anni

Dietro i successi, dietro le medaglie, dietro quell’immagine impeccabile che tutti conoscono, c’era una battaglia che pochi immaginavano. Federica Pellegrini ha deciso di raccontarla senza filtri, tornando con la memoria a uno dei periodi più fragili della sua vita.

Nel video podcast Il Fienile di Luca Zaia, l’ex campionessa di nuoto ha aperto una ferita del passato, parlando apertamente dei disturbi alimentari che l’hanno segnata da giovanissima. “Mangiavo tanto, poi vomitavo tutto”, ha confessato, descrivendo un meccanismo che nella sua mente sembrava quasi normale.

Aveva solo 16 anni. Era appena salita sul podio alle Olimpiadi di Atene nel 2004, conquistando una medaglia d’argento che l’aveva catapultata sotto i riflettori. Ma mentre il mondo la celebrava, lei si trovava a vivere da sola a Milano, lontana da tutto ciò che conosceva.

Dentro, però, qualcosa si stava incrinando. La pressione, le aspettative, la solitudine. Tutto si è trasformato in un rapporto complicato con il cibo. Quella che lei stessa ha definito fame nervosa diventava una routine: mangiare in modo incontrollato e poi liberarsi di tutto, convinta di poter così mantenere il fisico da atleta.

Con il tempo, ha capito che quel pensiero era un’illusione. Non si trattava solo di corpo, ma soprattutto di equilibrio mentale. Senza serenità, ha ammesso, non si può competere, non si può rendere davvero.

Il senso di colpa la spingeva sempre più in basso. Il vomito diventava una via di fuga, ma anche una prigione. La bulimia era ormai parte della sua quotidianità. Uscirne non è stato immediato: ci sono voluti quasi tre anni, fatti di lavoro su se stessa e del supporto di chi le stava accanto.

Fondamentale è stato anche il percorso con una psicologa, che l’ha aiutata a ricostruire un rapporto più sano con il proprio corpo e con il cibo. E poi l’incontro con Alberto Castagnetti, il suo allenatore, che ha segnato un punto di svolta.

Con lui è tornata ad allenarsi a Verona, ritrovando una stabilità che sembrava perduta. Niente schemi rigidi, niente ossessioni. Ha iniziato ad ascoltarsi davvero. Se voleva concedersi un dolce, lo faceva. Se desiderava un bicchiere di vino, non se lo negava.

Da lì in poi, qualcosa è cambiato profondamente. Liberata da quel peso invisibile, Federica ha costruito una carriera straordinaria: 181 medaglie, cinque partecipazioni olimpiche e un record del mondo che l’ha consacrata tra le più grandi.

Oggi, mentre si prepara a diventare mamma per la seconda volta all’inizio di aprile, il suo racconto assume un significato ancora più forte. Non solo una confessione, ma un messaggio chiaro: anche dietro le storie più vincenti possono nascondersi fragilità profonde.

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