La mattina del 2 marzo ha cambiato tutto per Paulo Dybala. Alle prime luci di questo lunedì, l’attaccante dell’AS Roma è diventato papà per la prima volta. Accanto a lui, Oriana Sabatini. Insieme hanno accolto la loro bambina a Roma, all’ospedale Agostino Gemelli.
La piccola è nata alle 8.57, con qualche giorno di anticipo rispetto alla data prevista dell’11 marzo. Una sorpresa che ha anticipato l’emozione, ma non l’ha certo attenuata. Anzi. L’attesa si è trasformata in realtà in un istante.
Il nome scelto sarebbe Gia. Un nome breve, delicato, con un significato speciale. Oriana avrebbe trovato ispirazione in uno dei suoi film del cuore, Una donna oltre ogni limite, legato al personaggio interpretato da Angelina Jolie. Un dettaglio che rende tutto ancora più personale.
La prima immagine della neonata è apparsa sui profili Instagram di entrambi. Niente pose elaborate, niente effetti. Solo la manina minuscola della bambina stretta tra quelle dei suoi genitori. Un gesto semplice, ma potentissimo. Una scena che racconta più di mille parole.

E le parole, infatti, sono state pochissime. “Un aplauso pa mami y papi”. Tradotto: “Un applauso alla mamma e al papà”. Una frase che richiama il brano LA MUDANZA di Bad Bunny. Una dedica che suona come un piccolo brindisi alla nuova famiglia.
Paulo e Oriana stanno insieme dal 2018. Si sono sposati nel 2024, consolidando un legame che negli anni è cresciuto lontano dai clamori e dentro una quotidianità condivisa tra Argentina e Italia. Ora quel percorso si arricchisce di un nuovo capitolo.
Non è stata una decisione semplice quella di partorire in Italia. Oriana, 29 anni, ne aveva parlato apertamente tempo fa. Il suo desiderio era quello di affrontare un parto naturale, se possibile. Ma soprattutto voleva che Paulo fosse presente.
Nel calcio il calendario non lascia molto spazio. Le pause arrivano solo tra giugno e luglio, e per lei era fondamentale che il padre potesse vivere quel momento. Accettare l’idea di far nascere la figlia lontano dall’Argentina le è costato, lo aveva ammesso. Ma alla fine la scelta è stata fatta con il cuore.
Ora, in quella stanza d’ospedale romana, tutto sembra aver trovato il suo senso.
