Giada De Blanck ha vissuto uno dei giorni più complessi della sua vita. Il 18 febbraio ha compiuto 45 anni, ma per la prima volta senza sua madre, la contessa Patrizia De Blanck, scomparsa solo dieci giorni prima. Un vuoto che lei stessa definisce impossibile da colmare, soprattutto per un rapporto vissuto sempre in simbiosi.
Nonostante il dolore, Giada ha preso una decisione precisa. Non chiudersi in casa. Non isolarsi. Non lasciarsi inghiottire dal silenzio. Lo ha spiegato apertamente sui social, condividendo immagini della serata trascorsa a cena con gli amici più cari, mentre spegne le candeline circondata da affetto.

Nelle sue Storie, l’ex gieffina vip racconta quanto sia stato difficile anche solo pensare di festeggiare. La coincidenza delle date rende tutto ancora più lacerante: la madre se n’è andata l’8 febbraio, lei è nata il 18. Lo stesso mese, quello che per loro rappresentava l’amore più puro, vero e incondizionato.
Giada confessa che la giornata è iniziata nella tristezza più profonda. Le mancava la voce della madre, la sua presenza fisica, il suo amore. Le sembrava quasi sbagliato celebrare la vita senza chi gliel’aveva donata. Poi, col passare delle ore, qualcosa è cambiato.

Ha capito che proprio quel dono, la vita, è oggi la sua forza. E che sua madre non l’avrebbe mai voluta vedere chiusa in casa a piangere. Da lì la scelta di uscire, di accogliere l’amore delle persone che le sono rimaste accanto, sentendo dentro di sé che anche sua madre, in qualche modo, stava partecipando.
Nella sua casa di Roma, Giada ha dedicato un piccolo altare alla mamma. Le ceneri sono custodite in un’urna a forma di cuore. Un simbolo che rende ancora più concreto il legame che non si è spezzato, nonostante l’assenza fisica.

Lei non si nasconde. Dice chiaramente che non sarà facile. Che con il passare dei giorni il distacco e il trauma si faranno sentire ancora di più. Che per un po’ le giornate sembreranno tutte uguali. Ma è convinta che la madre continuerà a esserci, nei piccoli gesti, nella quotidianità, nei giorni buoni e in quelli no.
Alla fine, Giada ringrazia chi le è stato vicino. Gli amici che l’hanno sorpresa, coccolata, fatta sorridere e trascinata fuori di casa quando sembrava impossibile. Dice di sentirli forti, presenti, e di essere certa che anche sua madre, da lassù, sia felice di vedere tutto quell’amore.

Un compleanno che non sarà mai dimenticato. Non per le candeline, ma per il coraggio di affrontarlo.
