Pietro Tredici arriva a Sanremo con le idee chiarissime e senza alcuna intenzione di farsi scudo. Il 28enne, figlio di Gianni Morandi e di Anna Dan, è tra i Big del Festival 2026 con il brano Uomo che cade e affronta di petto il tema che lo accompagna da sempre: un cognome ingombrante.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Tredici non gira attorno alla questione. Dice apertamente di essere pronto a ricevere critiche, attacchi e insulti proprio per il suo cognome. Non lo spaventa. Anzi, lo considera quasi un passaggio necessario, dopo anni passati a prenderne le distanze.

Racconta di aver sempre odiato il nepotismo e di aver ricevuto più di un rifiuto da Sanremo negli anni precedenti. Sottolinea che questa volta non è arrivato per il nome che porta, ma per la canzone che presenta. Proprio per questo oggi sente il bisogno di fare pace con la sua storia e di celebrarla, invece di scappare.
Pietro spiega che per molto tempo ha cercato di non essere “un Morandi”, di non presentarsi come tale. Ora però ha cambiato prospettiva. Dopo essersi spogliato di quel peso e averlo rifiutato, ha capito che può anche abbracciarlo, senza rinunciare alla propria identità artistica.
Il suo percorso personale non è stato semplice. Dopo il liceo ha lasciato casa senza conflitti, ma ha attraversato momenti difficili. Racconta apertamente di aver fatto uso di psicofarmaci in passato, arrivando ad abusarne, e di aver vissuto episodi di autolesionismo. Una confessione diretta, senza edulcorare nulla.

Oggi però dice di trovarsi in una fase positiva. Sta lavorando a nuova musica, a un album da portare dal vivo, che definisce la parte più bella di questo mestiere. Parla di una luce ritrovata, di un’energia che vuole alimentare e far crescere.
Musicalmente è nato come rapper, lontanissimo dai gusti del padre. Una distanza voluta e cercata, che ora non rinnega ma non usa più come barriera. Il rapporto con Gianni Morandi resta presente, anche in questa nuova avventura. Racconta che si sentiranno dopo la prima serata del Festival, per un commento sincero. E lo dice con leggerezza, quasi sorridendo.
Sanremo per Pietro Tredici non è solo un palco. È un passaggio simbolico, il punto in cui smette di fuggire dal cognome e decide, finalmente, di starci dentro a modo suo.
