“Non era una voce”: Marco Salvati rompe il silenzio e dà ragione a Presta su Sonia Bruganelli

Marco Salvati non usa giri di parole e decide di dire apertamente la sua verità. L’ex autore storico di Paolo Bonolis conferma senza esitazioni quanto scritto da Lucio Presta nel suo libro L’Uragano – Soli, fulmini e saette, in particolare le accuse che riguardano Sonia Bruganelli.

Intervistato da Fanpage, Salvati è netto: ciò che Presta ha raccontato non sarebbe frutto di interpretazioni o vendette personali, ma corrisponderebbe alla realtà. Quando il manager scrive che “tutti sapevano”, secondo Salvati non è una provocazione, ma un dato di fatto condiviso nell’ambiente.

L’autore spiega che non farà nomi, così come non lo ha fatto Presta, per un motivo preciso: ci sono dei figli da tutelare. Ma il concetto resta chiaro. A suo dire, la situazione era nota a molti e non si trattava di semplici voci o pettegolezzi isolati.

Salvati collega inoltre questa vicenda anche al proprio allontanamento dal gruppo di lavoro di Bonolis. Racconta che tutto ebbe origine da una lite molto dura con Sonia Bruganelli, avvenuta a Formentera. Una frattura che lui stesso ammette di aver trascinato troppo a lungo, fino a Roma, spinto dal risentimento per alcune dichiarazioni pubbliche di lei.

Col senno di poi, dice di aver pagato le conseguenze di quello scontro e oggi accetta quanto accaduto senza rancore. Sottolinea anche che, in quell’ambiente lavorativo, non sarebbe stato né il primo né l’ultimo a essere messo da parte, ricordando come tentativi simili ci siano stati anche nei confronti del suo storico socio Sergio Rubino.

Sulle questioni più intime, Salvati preferisce fermarsi. Non gli interessa sapere chi sarebbero stati i presunti amanti di Sonia Bruganelli. A suo avviso, se la situazione era accettabile per Bonolis, allora non c’è altro da aggiungere. Anzi, parlare di questi aspetti lo infastidisce profondamente, perché ritiene umiliante ridurre tutto a un elenco di nomi, soprattutto considerando la statura culturale e intellettuale del conduttore.

Allarga poi il discorso al mondo dello spettacolo, definendolo un ambiente in cui non è raro vedere uomini molto potenti finire intrappolati in dinamiche emotive complesse, arrivando persino a soffrire di una sorta di sindrome di Stoccolma. E conclude ribadendo ancora una volta la sua posizione: ogni parola scritta da Presta, per quanto lo riguarda, è vera.

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