Giada De Blanck spezzata dal dolore: le parole più difficili davanti all’ultimo saluto

Roma si è fermata questa mattina per salutare Patrizia De Blanck. Nella Chiesa della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, amici, conoscenti e volti noti si sono stretti attorno alla figlia Giada De Blanck, visibilmente provata durante una cerimonia carica di emozione.

Giada, 44 anni, è arrivata in chiesa sostenuta dall’affetto di chi le è stato accanto in uno dei momenti più difficili della sua vita. Prima di entrare, ha trovato la forza di fermarsi qualche istante a parlare con i cronisti, lasciando emergere tutta la fragilità di una figlia che perde il suo punto di riferimento.

Ha raccontato qual era la paura più grande di sua madre: che lei potesse restare sola. Una preoccupazione che oggi, guardandosi attorno, Giada dice di aver sentito dissolversi, sorpresa da un’ondata di vicinanza che non si aspettava. La voce le si è spezzata quando le è stato detto che non sarebbe mai rimasta sola, nemmeno dopo.

Durante la funzione, Giada si è più volte avvicinata al feretro per un ultimo, silenzioso saluto. Intorno a lei, il sostegno costante di amici storici e colleghi dello spettacolo, tra cui Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi, Amedeo Goria e Pierfrancesco Pingitore, presenti per dimostrare affetto e rispetto.

Nel corso della cerimonia, Giada ha voluto condividere ancora una riflessione intima. Ha spiegato quanto l’esperienza accanto alla madre durante la malattia l’abbia segnata profondamente, raccontando cosa significa entrare in un reparto di ematologia e uscirne cambiati per sempre.

Con grande sincerità ha ammesso di aver sempre cercato di trasmettere speranza alla madre, anche quando la realtà era durissima. Ha parlato di quelle che ha definito “bugie bianche”, dette solo per vederla serena, convinta che l’amore passi anche attraverso piccoli gesti di protezione.

Accanto a lei, l’amico Beppe Convertini non l’ha mai lasciata sola. Giada ha concluso il suo intervento ricordando che la cosa più importante era vedere sua madre tranquilla, certa di averle dedicato ogni parte della propria vita per alleviarne la sofferenza.

Un addio composto, ma profondamente umano, che ha mostrato una Giada De Blanck fragile, sincera e circondata da un affetto che oggi pesa meno del dolore, ma che domani potrà diventare forza.

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