Madalina Ghenea non passa inosservata nemmeno nel momento più difficile. L’attrice 38enne si è presentata al Tribunale di Milano per l’udienza contro la donna accusata di averla perseguitata per anni scegliendo un look ultra chic, elegante e controllato, quasi a voler ribadire forza e dignità anche davanti alla giustizia.
Total look color panna, camicia raffinata con foulard annodato al collo, gonna longuette e cappotto in ecopelliccia coordinato. Madalina è arrivata in aula a braccetto con la madre, che si è costituita parte civile nel procedimento insieme a lei. Un’immagine potente, composta, studiata nei dettagli, che ha colpito tutti.

L’udienza si è svolta ieri, 12 gennaio, davanti alla V sezione penale del Tribunale di Milano. La procura ha chiesto una condanna a due anni di reclusione per la donna di 45 anni accusata di stalking. La sentenza è attesa per il 4 febbraio. Il legale di Madalina ha chiesto un risarcimento di cinque milioni di euro, con una provvisionale immediata di 500mila euro, mentre per la madre la richiesta è di 200mila euro. La difesa dell’imputata ha invece chiesto l’assoluzione, negando che l’account da cui sarebbero partiti i messaggi persecutori fosse riconducibile alla propria assistita.
Prima di entrare in aula, Madalina si è mostrata anche sui social, seduta in attesa, impeccabile ma visibilmente concentrata. A distanza di poche ore ha scelto proprio le sue Storie per spiegare il senso di questa esposizione pubblica.
Ha raccontato di aver deciso di parlare sui social perché è stato proprio quel mezzo il luogo in cui è avvenuta la persecuzione. Secondo l’attrice, usare la stessa piattaforma è stato un modo per ribaltare il messaggio e trasformare un’esperienza dolorosa in qualcosa di utile anche per altre donne. Ha sottolineato che non si tratta di gossip né di spettacolo, ma di una forma di violenza che lascia segni profondi.

Madalina ha chiarito che non spetta a lei stabilire cosa meriti la persona accusata. Il suo compito, ha spiegato, è stato denunciare, resistere e affidarsi alla giustizia. Tutto il resto non le appartiene.
Nel suo lungo sfogo ha aggiunto che questo non è il primo procedimento affrontato e che continuerà ad andare avanti per vie legali. Ha parlato apertamente di minacce di morte ricevute nel corso degli anni e della sofferenza provocata non solo a lei, ma anche alla madre e alla figlia Charlotte, nata nel 2017 dalla relazione con Matei Stratan.
Ha spiegato che alcune condotte si sarebbero verificate persino durante la gravidanza e che oggi cresce da sola sua figlia. Ha inoltre denunciato la diffusione di immagini ritoccate e informazioni false, originate da comportamenti reiterati di una persona specifica e poi rilanciate anche da alcune testate, creando una narrazione distante dalla realtà.
Madalina ha concluso ribadendo che procederà sempre legalmente contro chi diffonde materiale non veritiero, minacce o contenuti lesivi per lei e la sua famiglia, invitando chiunque abbia condiviso tali materiali a rimuoverli immediatamente.
