Claudia Zanella racconta il dramma della gravidanza: «Mi dissero che mia figlia non stava bene»

Claudia Zanella ha raccontato uno dei momenti più devastanti della sua vita, lasciando emergere un dolore che per anni ha tenuto dentro. L’attrice, oggi 46enne, ha ripercorso i giorni drammatici vissuti durante la gravidanza della figlia Penelope, rivelando un errore medico che avrebbe potuto cambiare tutto.

Nel corso di un’intervista al No Lies Podcast, Claudia non ha nascosto le lacrime. Era incinta di cinque mesi quando, durante l’ecografia morfologica, le viene detto che la bambina non avrebbe il corpo calloso. Una diagnosi pesantissima, accompagnata da un consiglio ancora più scioccante: interrompere la gravidanza.

All’epoca, Claudia era sposata con il regista Fausto Brizzi, con cui è stata dal 2014 al 2020. Dalla loro relazione è nata Penelope Nina, il 28 febbraio 2016. Ma prima di arrivare a quel giorno, l’attrice ha attraversato un vero incubo.

Sconvolta, si rivolge ad amici medici che le suggeriscono di approfondire immediatamente. Dopo giorni di angoscia riesce finalmente a farsi visitare al Gemelli dalla dottoressa Anna Franca Cavaliere. La risposta cambia tutto: la bambina è sana.

Quindici giorni di attesa che Claudia descrive come interminabili. Racconta che in quel periodo la pancia sembrava rimpicciolirsi, come se la bambina percepisse il dolore e la paura della madre. Un’esperienza che l’ha segnata profondamente, lasciandole addosso un trauma difficile da cancellare.

L’attrice ha ammesso che, se non fosse arrivata quella seconda diagnosi, avrebbe seguito il primo parere medico. Il professionista che le aveva consigliato l’aborto era considerato uno dei migliori in Italia. Proprio per questo, la fiducia iniziale era stata totale.

Claudia oggi parla apertamente di errori medici, riconoscendo che possono accadere, ma spiegando anche perché non ha mai sporto denuncia. Rivivere quei momenti sarebbe stato troppo doloroso. Il peso emotivo di quei giorni è qualcosa che, ancora oggi, fa fatica a raccontare.

Una testimonianza forte, cruda, che mette al centro la fragilità di una donna, di una madre, e il confine sottilissimo tra paura e speranza.

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