La vicenda giudiziaria che coinvolge Alessandro Basciano e Sophie Codegoni entra in una fase ancora più delicata. La Procura di Milano ha ufficialmente chiesto il rinvio a giudizio per l’ex concorrente del Grande Fratello Vip, accusato di stalking nei confronti dell’ex compagna, madre di sua figlia.
Secondo quanto emerge dagli atti, i pubblici ministeri hanno ritenuto sufficienti gli elementi raccolti durante le indagini per portare il caso davanti a un tribunale. A questo punto spetterà al giudice dell’udienza preliminare decidere se aprire il processo o archiviare la posizione del 36enne.
Il rapporto tra Basciano e Codegoni, conclusosi da tempo, si sarebbe trasformato in un conflitto giudiziario duro e prolungato. Gli inquirenti parlano di una serie di comportamenti reiterati che si sarebbero verificati tra l’estate del 2023 e l’autunno del 2024. Al centro dell’accusa non ci sarebbero solo messaggi offensivi e insulti, ma anche presunti pedinamenti e minacce.
Secondo la ricostruzione della Procura, la situazione avrebbe avuto un impatto tale da spingere Sophie Codegoni a temere per la propria sicurezza personale. Questo elemento è riportato anche nell’ordinanza che, nel novembre 2024, aveva portato all’arresto di Basciano. Dopo circa 48 ore, però, il deejay era stato rimesso in libertà.
Nel frattempo, i magistrati hanno formalizzato la richiesta di processo, aggravando di fatto la posizione dell’ex gieffino. La Codegoni, sempre secondo gli atti, per mesi avrebbe limitato la propria quotidianità, evitando di uscire da sola per il timore di incontrarlo.
In attesa della decisione del giudice, restano in vigore le misure cautelari: Basciano ha il divieto di avvicinamento a Sophie Codegoni ed è obbligato a indossare il braccialetto elettronico.
Dal canto suo, Alessandro Basciano ha sempre respinto ogni accusa. Il suo legale, Leonardo D’Erasmo, ha fatto sapere che il suo assistito ha già fornito la propria versione dei fatti agli inquirenti. A sostegno della tesi accusatoria, però, ci sarebbero diverse chat ritenute rilevanti dagli investigatori.
Ora tutto passa dall’udienza preliminare, che dovrà stabilire se il materiale raccolto dalla Procura sarà sufficiente per aprire ufficialmente un processo penale.
