“Voleva annientarmi”: Francesca Brambilla denuncia il compagno e scatta il codice rosso

Francesca Brambilla ha deciso di fermarsi e dire basta. L’ex volto di Avanti un Altro, conosciuta dal grande pubblico come “Bona Sorte”, ha raccontato di aver denunciato il compagno e padre delle sue figlie lo scorso mercoledì 7 gennaio, dopo l’ennesimo episodio che ha segnato un punto di non ritorno. Una scelta dolorosa, maturata per proteggere se stessa e soprattutto le sue bambine.

La 33enne bergamasca ha spiegato di aver parlato pubblicamente perché sente il bisogno di mettere al sicuro le figlie da ferite che non meritano. Racconta di portare addosso il peso di scelte passate e di convivere ogni giorno con il rimorso, ma anche con una nuova consapevolezza: una famiglia non è fatta da chi distrugge o umilia, ma da chi costruisce e ama senza violenza.

Entrando nel merito, Francesca descrive una relazione segnata da violenza psicologica e verbale. Parole continue, umiliazioni ripetute, un tentativo costante di annientarla come donna e come madre. Frasi come “senza di me non sei nulla” o “sei una pessima madre” facevano parte della quotidianità. A questo si aggiungevano gelosia ossessiva, controllo del telefono, isolamento progressivo dal lavoro e dalle amicizie.

Con l’ex compagno ha avuto due figlie: Amaya, nata a dicembre 2023, e Guadalupe, nata a marzo 2025. Racconta che la situazione è stata delicata fin dall’inizio e che il coraggio di denunciare è arrivato solo ora. Le violenze psicologiche, spiega, erano presenti praticamente da subito e non si sono fermate nemmeno durante le gravidanze.

Durante l’attesa della prima figlia, Francesca ricorda un periodo particolarmente duro. Lui la lasciava improvvisamente, spariva per settimane e pretendeva comunque totale disponibilità. Una condizione che l’ha consumata nel tempo, alimentando ansia e paura.

Precisa di non aver subito violenze fisiche, ma aggiunge un dettaglio importante: con una precedente compagna dell’uomo è in corso un procedimento con richiesta di affido esclusivo dei loro figli. I segnali, racconta, c’erano tutti. Anche i suoi genitori l’avevano messa in guardia e il padre aveva già sporto denuncia. Negli ultimi mesi, lo stress l’ha spinta a intraprendere un percorso di terapia psicologica.

L’episodio decisivo arriva nella notte di martedì 6 gennaio. Francesca racconta che l’uomo le avrebbe sottratto il passaporto della figlia più piccola, insinuando che lei volesse scappare con le bambine. Uscendo di casa, avrebbe portato con sé i suoi oggetti più cari. Nonostante fosse stato avvisato di non tornare, rientra e la minaccia, promettendo di restituire il passaporto solo in cambio dell’accesso all’abitazione.

La situazione degenera rapidamente. L’uomo forza una finestra del salotto, rompe la saracinesca ed entra nel giardino. Tutto accade davanti alla figlia più grande, terrorizzata e in lacrime. Francesca chiama i carabinieri, che intervengono permettendole di consegnargli i suoi effetti personali e di allontanarlo definitivamente.

Il giorno successivo arriva la denuncia. Scatta il codice rosso. Le forze dell’ordine le propongono anche una struttura protetta, ma lei rifiuta. Spiega che le bambine hanno bisogno della loro routine e che non si può vivere per sempre nascondendosi. Ora la sua priorità è una sola: tutelare se stessa e le figlie, mettendo fine a una spirale di paura durata troppo a lungo.

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