“Una ferita che non passa”: Nina Moric confessa il dolore più profondo nel doc Netflix

Nina Moric ha deciso di raccontare ciò che per anni è rimasto sepolto nel silenzio. Nel documentario Io sono notizia, disponibile su Netflix dal 9 gennaio, l’ex modella croata apre uno squarcio intimo e durissimo sulla sua vita privata, parlando di una scelta che ancora oggi la tormenta.

Nel progetto che ruota attorno alla figura di Fabrizio Corona, Nina Moric, oggi 49enne, pronuncia parole che colpiscono come un pugno allo stomaco. Racconta di aver interrotto una gravidanza gemellare avvenuta quasi venticinque anni fa, quando era legata all’allora marito. Una decisione che, spiega, non fu davvero sua.

Nelle dichiarazioni registrate singolarmente per la miniserie, Nina afferma che quella scelta fu voluta da Corona. Lei, però, accettò. “L’ha voluto lui, l’ho fatto io, alla fine”, dice senza cercare attenuanti. Una frase che pesa, che resta sospesa e che racconta molto più di quanto sembri.

Corona interviene nello stesso episodio, riconoscendo che quella decisione ha segnato soprattutto lei. Sottolinea come quella ferita, a differenza sua, Nina se la porti dietro ancora oggi, senza riuscire a rimarginarla davvero. Un dolore che riemerge mentre lei parla, fino a commuoversi davanti alle telecamere.

“Di che dobbiamo parlare?”, dice a un certo punto. “Che ho ucciso i due bambini? Non ne vado fiera”. Poi aggiunge una frase che spiazza, cercando forse un senso a ciò che senso non ha: secondo lei, quei bambini “stanno meglio”. Parole pronunciate con fatica, cariche di una sofferenza che non si è mai trasformata in pace.

Corona prova a spiegare il contesto di allora. Racconta che, secondo il loro progetto di vita, non era il momento giusto per avere un figlio. Avrebbero dovuto aspettare ancora almeno un anno e mezzo. Per questo, ammette, la convinse ad abortire. Un anno e mezzo dopo, infatti, sarebbe nato Carlos Maria, il loro unico figlio, oggi ventitreenne.

Nina aggiunge un dettaglio che rende il racconto ancora più amaro. Dice di aver sperato, in quel momento, che qualcuno la fermasse. Di aver voluto essere fermata. Ma non è successo. E dopo quell’evento, spiega, non se ne è più parlato davvero, come se tutto fosse stato messo sotto un tappeto troppo pesante da sollevare.

Nel corso dell’episodio emerge anche il ruolo del padre di Fabrizio, il giornalista Vittorio Corona. Nina racconta che fu proprio lui a metterla in guardia, invitandola a scappare e a salvarsi. Un avvertimento che oggi suona come una profezia mancata.

Il racconto si allarga poi al matrimonio celebrato nel 2001, che Nina definisce senza mezzi termini “il giorno più brutto della mia vita”. Da quel momento, dice, iniziò a vedere Fabrizio con occhi diversi. Avvertiva in lui una fame costante di guadagno, una tendenza a monetizzare ogni situazione, anche la più intima.

Arriva a definirsi “la gallina dalle uova d’oro” di quel periodo, raccontando che Corona riusciva a vendere esclusive su tutto, persino sui loro viaggi, a sua insaputa. Un quadro che completa il ritratto di una relazione vissuta tra esposizione, squilibri e ferite mai curate.

Il documentario non offre consolazioni né risposte semplici. Lascia solo una confessione cruda, fatta di parole che Nina Moric ha deciso di dire adesso, guardando in faccia un passato che ancora fa male.

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