Quando Luca Argentero parla dei suoi figli, cambia tono. Sparisce l’attore sicuro di sé, resta un padre che osserva, ascolta e si mette in discussione. In un’intervista recente ha raccontato senza filtri cosa significa per lui crescere Nina Speranza e Noè Roberto, i due bambini avuti con Cristina Marino, ammettendo con disarmante sincerità di non sapere se è davvero un bravo papà.
Nonostante una carriera sempre in movimento, tra set, nuovi progetti e viaggi continui, Argentero è chiaro su una cosa: il ruolo che sente più suo è quello di padre. Anche nei periodi più intensi di lavoro trova il modo di restare vicino alla famiglia, evitando di allontanarsi troppo e troppo a lungo. È una scelta consapevole, maturata nel tempo, soprattutto ora che i figli sono in quella fase che lui stesso definisce “magica”.
Nina Speranza compirà sei anni il prossimo 20 maggio, mentre Noè Roberto ha festeggiato i tre anni il 17 febbraio. Un’età in cui tutto cambia velocemente, in cui ogni giorno sembra portare una scoperta nuova. Argentero racconta questo periodo come un’accelerazione improvvisa del tempo, qualcosa che scorre troppo in fretta e che per questo va vissuto fino in fondo.
“Passa tutto molto velocemente”, ha spiegato. Per questo cerca di proteggere quello spazio, anche quando il lavoro lo chiama altrove. Non si definisce un padre perfetto, anzi. Dice apertamente di non sapere se sta facendo tutto nel modo giusto, ma di metterci il massimo impegno possibile. La paternità, per lui, non è un ruolo scontato, ma un’esperienza che lo entusiasma e che sente come un sogno realizzato.
I figli hanno già iniziato a confrontarsi con la sua popolarità. Entrambi sono stati a trovarlo sul set, ma con consapevolezze diverse. Nina ha capito bene che lavoro fa il papà, riconosce le situazioni e anche l’attenzione delle persone per strada. Noè, invece, è ancora troppo piccolo e vive tutto come se fosse in una specie di bolla, senza distinguere del tutto realtà e finzione.
Dal 2020 Argentero vive a Milano con la sua famiglia, una città che ha imparato a conoscere poco alla volta, complice una vita molto itinerante. Tra la pandemia e le riprese di Doc – Nelle tue mani a Roma, il suo equilibrio è stato spesso in movimento. Ora, però, si gode con entusiasmo le settimane passate a casa, cosa che ammette di riuscire a fare raramente.
La scelta di vivere vicino al Parco Sempione non è casuale. Argentero racconta di amare gli spazi verdi, anche per un legame con Torino, città da cui proviene. Appena il tempo lo permette, la famiglia si rifugia lì, soprattutto con i bambini, che trovano nel parco uno spazio di libertà e normalità lontano dai riflettori.
Sul fronte professionale, il lavoro non manca. Oltre a Doc – Nelle tue mani, l’attore è protagonista di due nuove serie importanti. Motorvalley, in uscita su Netflix il 10 febbraio, è una storia di riscatto ambientata nel mondo dei motori, mentre Avvocato Ligas, disponibile dal 6 marzo su Sky, lo vede nei panni di un avvocato carismatico e fragile, una vera rockstar del Foro di Milano.
Tra set adrenalinici e personaggi complessi, però, Argentero torna sempre allo stesso punto. Per quanto ami il suo mestiere, è la paternità a dargli il senso più profondo delle cose. Ed è proprio in quell’ammissione di incertezza che molti hanno riconosciuto il suo lato più autentico.
