Il ritorno lampo di Corona sui social: riappare, sfida i divieti e viene oscurato di nuovo

Toglietegli tutto, ma non il pubblico. Fabrizio Corona ci ha riprovato ancora una volta e lo ha fatto sapendo benissimo come sarebbe andata a finire. Nelle ultime ore è comparso su Instagram un nuovo profilo chiaramente riconducibile all’ex re dei paparazzi, un ritorno che non poteva passare inosservato dopo quanto accaduto all’inizio di febbraio.

Il 3 febbraio 2026 tutti i suoi account erano stati rimossi dalle principali piattaforme social. Una cancellazione totale, arrivata dopo una serie di iniziative legali che lo riguardano direttamente e che hanno portato al blocco della sua presenza online. Un’assenza durata poco, perché Corona ha scelto di tornare in rete aggirando, almeno per qualche ora, le restrizioni.

Il profilo è rimasto attivo per un tempo limitato, ma sufficiente a riaccendere l’attenzione dei suoi sostenitori. In poche ore ha raccolto migliaia di follower, segno che l’interesse intorno alla sua figura resta altissimo nonostante i divieti. L’entusiasmo è cresciuto rapidamente, alimentando l’idea di una nuova sfida contro chi cerca di silenziarlo.

Non era il primo tentativo e non è stato l’ultimo. Ogni nuovo account viene individuato e rimosso, con tempistiche variabili. L’ultimo è rimasto online fino alla sera del 5 febbraio 2026, arrivando a quota 18mila follower prima di essere oscurato. Un copione ormai noto, che si ripete a distanza di giorni.

Durante quel breve periodo, il profilo mostrava pochi contenuti ma dal messaggio chiarissimo. Nella biografia compariva ancora una volta la frase “Trattative non ne facciamo”. Non mancava il riferimento alla sua serie “Io sono notizia” e, soprattutto, un messaggio diretto e provocatorio rivolto a Mediaset: “Un profilo si elimina in un click. Un uomo no. Un messaggio no. La verità no”.

Sul piano legale, la situazione resta tutt’altro che semplice. Mediaset ha avviato una causa civile che coinvolge direttamente Corona e diverse figure di primo piano: Pier Silvio Berlusconi, Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. Al centro della richiesta c’è un risarcimento da 160 milioni di euro per quella che viene definita una campagna d’odio, caratterizzata da una violenza verbale ritenuta senza precedenti.

Parallelamente, il gruppo sta ampliando una denuncia per diffamazione già depositata presso la procura di Milano. Ma anche Corona non è rimasto fermo. I suoi legali hanno presentato un atto di reclamo contro l’ordinanza del giudice civile di Milano Roberto Pertile, che impone la cessazione della diffusione di nuovo materiale e la rimozione di quello già pubblicato.

Secondo l’avvocato Chiesa, il provvedimento si baserebbe su un presupposto sbagliato, ovvero l’idea che Corona volesse parlare dei gusti sessuali di Signorini. L’obiettivo, sostiene la difesa, sarebbe stato un altro: denunciare l’esistenza di un sistema che, a suo dire, avrebbe portato alla commissione di reati.

Intanto, sui social, la storia sembra sempre la stessa. Un profilo nasce, cresce in poche ore e poi scompare. Ma il rumore, ogni volta, è più forte del silenzio che segue.

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