Ricky Memphis e quel momento davanti allo schermo: la vergogna, la svolta e 30 chili in meno

Ricky Memphis oggi si guarda allo specchio e si sente diverso. Più leggero, più in equilibrio. A 57 anni l’attore ha raccontato senza filtri il percorso che lo ha portato a perdere 30 chili, spiegando che non è stata una scelta dettata dall’estetica, ma da un episodio preciso che lo ha colpito nel profondo.

La decisione è arrivata in modo improvviso, durante una proiezione al cinema. Ricky era seduto in sala a guardare un film non ancora uscito, uno di quelli in cui ti vedi sul grande schermo senza filtri. Accanto a lui c’era sua figlia. In quel momento, ha ammesso, ha provato qualcosa che non si aspettava: quasi vergogna. Si è visto enorme, fuori forma, e quel colpo allo stomaco gli ha fatto capire che era arrivato il momento di cambiare.

Il dimagrimento non è stato né lampo né infinito. Memphis racconta di aver trovato finalmente il nutrizionista giusto e di aver seguito il percorso con costanza, senza scorciatoie. Trenta chili persi poco alla volta, con pazienza, fino a ritrovare una sensazione che aveva dimenticato: stare bene nel proprio corpo.

Non ha mai nascosto il suo rapporto con il cibo. Mangiare gli è sempre piaciuto, lo dice apertamente, ma a un certo punto si era spinto oltre. Oggi invece parla di salute, di leggerezza, di un’energia nuova che sente ogni giorno e che si riflette anche nel lavoro.

Presto tornerà sul set nella nuova serie de I Cesaroni, dove interpreterà il consuocero di Claudio Amendola. Un ritorno molto atteso, che lo vedrà in una forma completamente diversa rispetto al passato. Anche nella vita privata Ricky appare sereno: è legato alla compagna Alessia Cerasaro, con cui ha avuto due figli, Francesco di 20 anni e Maria di 12.

Con loro cerca di trasmettere valori semplici ma fondamentali: la fede, l’onestà, il rispetto e la capacità di affrontare i problemi senza trasformarli in drammi. Del suo lavoro, però, ai ragazzi importa poco. Lui stesso lo racconta con ironia, scherzando sul fatto che non sono certo “i figli di Favino”. E ride, forse più leggero anche per questo.

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