Non nasconde lo sconforto, né cerca frasi di circostanza. Enrica Bonaccorti ha scelto la sincerità più cruda per raccontare il momento che sta vivendo, seduta nello studio di Verissimo. La conduttrice, 76 anni, ha parlato apertamente delle sue condizioni di salute, spiegando che la situazione non è migliorata come sperava.
Il tumore al pancreas, diagnosticato la scorsa estate, non si è ridotto. Il primo ciclo di chemioterapia non ha dato i risultati attesi e per questo ha dovuto riprendere le cure. Al momento non è possibile intervenire chirurgicamente: serviranno nuovi accertamenti per capire se e quando l’operazione potrà diventare un’opzione concreta.

Enrica ha raccontato di vivere giornate molto diverse tra loro. Ci sono momenti in cui si sente meglio e altri in cui la fatica prende il sopravvento. Nonostante tutto, va avanti seguendo scrupolosamente il protocollo stabilito insieme ai medici del Gemelli, affidandosi a chi la segue passo dopo passo. Ha ammesso di sentirsi a disagio per l’attenzione che riceve, quasi in imbarazzo per l’affetto che le viene dimostrato.
Il desiderio di poter affrontare l’intervento resta, ma per ora è rimandato. Nei prossimi giorni dovrà sottoporsi a nuove indagini per capire come procedere. La chemioterapia è ripartita e anche questo, ha spiegato, influisce sul suo stato fisico e sull’umore.
Accanto a lei c’è la figlia Verdiana, presenza costante e vigile. Enrica ne parla con tenerezza, raccontando anche momenti quotidiani, come le discussioni sul cibo. Verdiana la rimprovera quando sgarra con i dolci, controlla, si preoccupa. Un amore fatto di attenzione e paura, che Enrica sente forte, forse persino troppo.
Il suo pensiero va spesso alla figlia e al nipote. Vorrebbe proteggerli, risparmiar loro la sofferenza, anche se sa che non è possibile. Desidera solo che Verdiana possa sentirsi serena, soddisfatta, alleggerita dal peso dei problemi affrontati negli anni.

In studio, uno dei momenti più intensi arriva con il messaggio del nipote Teo. Enrica lo ascolta in silenzio, visibilmente emozionata. Subito dopo parla della scrittura, che continua ad accompagnarla ogni giorno. Scrivere, dice, la aiuta a tenere lontana la tristezza, a sentirsi meno sola.
Poi pronuncia parole che colpiscono come uno schiaffo, parlando di ciò che verrà, senza paura di dirlo. Spiega di non voler fiori recisi, di non sopportare l’idea di quei colori spenti. I fiori, per lei, devono restare liberi, al vento. Perché ciò che non è vivo le trasmette solo un senso di fine.
Un racconto diretto, senza filtri, che mostra una donna lucida, fragile e fortissima allo stesso tempo. E che lascia chi ascolta senza fiato.
