Allenamento sotto accusa, risposta senza filtri: Federica Pellegrini mette fine alle polemiche

Un video, pochi secondi di palestra e una valanga di commenti. Federica Pellegrini, incinta di sette mesi, finisce al centro della discussione dopo aver condiviso un reel in cui si allena con intensità. C’è chi applaude e chi storce il naso. Lei ascolta tutto, poi decide di chiarire.

Nelle Storie, distesa sul letto accanto al marito Matteo Giunta, la campionessa prende la parola con tono pacato ma fermo. Sa bene che il video ha fatto discutere e non ha intenzione di lasciar correre interpretazioni sbagliate. Non è una provocazione, spiega, ma una scelta ragionata.

Rivolgendosi direttamente a Giunta, Federica introduce l’argomento senza giri di parole. Ricorda che lui non è solo suo marito, ma anche un professionista del settore, un allenatore e preparatore atletico. Insieme hanno letto i commenti sotto il post e hanno deciso di spiegare come stanno davvero le cose.

La Pellegrini elenca tre punti che per lei sono fondamentali. Il primo riguarda il passato del corpo di una donna, ciò a cui è stato abituato negli anni. Il secondo è legato alla tipologia di parto che si prevede di affrontare. Il terzo è la situazione attuale, quella ginecologica e fisiologica, che cambia da persona a persona durante la gravidanza. Tenendo conto di questi elementi, racconta, è stato impostato un percorso preciso di preparazione atletica.

Molti follower avevano espresso preoccupazione per lei, convinti che quell’allenamento fosse eccessivo. Federica non si mostra infastidita, ma sente il bisogno di riportare il discorso su un piano concreto e informato. Non esistono regole uguali per tutte, sottolinea implicitamente, e ogni scelta va valutata nel contesto giusto.

Prima di chiudere, chiede a Matteo se voglia aggiungere qualcosa. Il 43enne interviene con una frase secca, che vale più di mille spiegazioni: allenarsi sì, ma sempre seguiti da personale qualificato. Un richiamo alla responsabilità che completa il messaggio.

La Divina, già mamma di Matilde di due anni e in attesa di un’altra bambina, chiude così la questione. Nessuna sfida, nessuna incoscienza. Solo consapevolezza, esperienza e fiducia in chi sa davvero come accompagnare una gravidanza attiva.

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