Ciò che hanno trovato nello stomaco di questa balena blu ha sconvolto il mondo intero! È incredibile!

In una fredda mattina al largo delle coste islandesi, alcuni pescatori hanno notato una strana formazione grigia all’orizzonte. Inizialmente hanno pensato che fosse un iceberg o i resti di una nave, ma avvicinandosi hanno capito che si trattava di un’enorme balena blu spiaggiata. La creatura più grande del pianeta giaceva immobile sulla sabbia, il suo corpo ondeggiava lentamente sulle onde e dalla superficie si alzava un leggero vapore.

La balena era gigantesca: lunga più di 25 metri e pesante circa 150 tonnellate. Ma ciò che più di tutto destò sospetti fu l’odore: non il solito odore di mare o di pesce marcio, ma un odore metallico, stranamente chimico, come se qualcosa stesse bruciando all’interno.
I biologi dell’Istituto marino di Reykjavík arrivarono poche ore dopo. Si aspettavano una normale autopsia, dato che i casi di spiaggiamento di balene non sono rari. Ma dopo pochi minuti fu chiaro che questo caso non era simile a nessun altro.

Quando gli scienziati aprirono lo stomaco, al suo interno non trovarono i soliti resti di calamari o pesci, ma qualcosa di duro e freddo, che rifletteva una lucentezza metallica. Non fu facile estrarre l’oggetto: era grande e ricoperto da uno spesso strato di sale e alghe.

Quando il reperto fu pulito, tutti rimasero senza fiato. Si trattava di un frammento di un antico timone, con inserti in ottone e l’iscrizione incisa “Aurora, 1892”. Accanto giacevano brandelli di corde, un pezzo di rame e… una scarpa umana, incastrata tra le fibre dello stomaco.

Gli scienziati non riuscivano a crederci. Come potevano trovarsi nel corpo di una balena i resti di una nave del XIX secolo?

Gli storici trovarono rapidamente una coincidenza. Una nave chiamata “Aurora” aveva lasciato il porto di Amburgo nel 1892, diretta verso l’Antartide. A bordo c’erano ricercatori, collezionisti e, secondo alcune voci, consulenti militari. La nave scomparve nella zona dell’Oceano Antartico. Non fu trovato alcun corpo, né fu registrato alcun segnale.
Ora, dopo più di cento anni, parte della sua storia è stata ritrovata… all’interno di una balena blu.

Gli scienziati hanno ipotizzato che l’animale possa aver ingoiato i resti della nave che giacevano sul fondo. Ma un dettaglio lasciava perplessi: il metallo non era corroso come avrebbe dovuto essere dopo secoli sott’acqua. Sembrava che gli oggetti fossero rimasti nell’oceano solo per pochi mesi.

Tre giorni dopo, mentre si preparavano a trasportare la carcassa, uno degli assistenti notò un cilindro lucido incastrato tra le pieghe dello stomaco. Era sigillato e sorprendentemente ben conservato. All’interno c’era una capsula sigillata con una pergamena.
Su di essa era scritto con mano tremante:

“Siamo stati mandati alla ricerca di un tesoro di cui nessuno deve venire a conoscenza. Questa non è una spedizione. È una copertura.
Se avete trovato questo, non apritelo.
Perdonateci”.

Firmato: Capitano Erich K. Müller, 1892.

Quando la notizia trapelò alla stampa, il mondo esplose.
I giornali scrissero:

“La balena ha inghiottito le tracce di una segreta spedizione tedesca!”
“Cosa nascondeva la missione ‘Aurora’?”
“I biologi hanno trovato un messaggio del XIX secolo all’interno di una balena blu!”

Ma dopo pochi giorni il laboratorio dove erano conservati i reperti fu improvvisamente chiuso. Tutta la documentazione fu sequestrata da sconosciuti in divisa militare. Gli scienziati furono costretti a firmare un accordo di non divulgazione.
Da allora nessuno ha più visto il cilindro e il timone. I pescatori che per primi avevano scoperto la balena raccontarono che erano seguiti da persone sconosciute e che una notte qualcuno si era avvicinato alla riva e aveva portato via i frammenti di ossa rimasti dopo l’autopsia.

Dopo alcune settimane, uno dei ricercatori ha pubblicato in forma anonima una registrazione fatta con un registratore. Si sentiva la sua voce, tremante per la paura:

“Ho guardato dentro la scarpa… c’era una placca di rame con la scritta: ‘Aurora Project. Classified’.
Non è una coincidenza. Non è solo una nave. È un avvertimento”.

Ora si tace sulla scoperta. I rapporti parlano solo di “oggetti metallici sconosciuti nel corpo di un mammifero marino”.

Ma chi ha visto tutto con i propri occhi ne è certo: questa balena non ha ingoiato solo i resti di una nave, è diventata l’ultima custode di un segreto che l’umanità non avrebbe dovuto scoprire.

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